Nuoto, Gregorio Paltrinieri: “La 10 km a Eilat? Una sfida che mi gasa!”

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E’ tempo di esordio in acque libero per Gregorio Paltrinieri. Domani il campione olimpico dei 1500 stile libero si esibirà per la prima volta in una competizione internazionale nel fondo, vale a dire la prima tappa della Coppa LEN a Eilat (Israele). Un appuntamento di verifica importante per la stagione del carpigiano in cerca di nuovi stimoli per il quadriennio che dovrà portarlo alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

La scelta della 10 km è ancora in via di definizione nei programmi futuri di Greg e la gara israeliana potrà fornirgli riscontri utili: “Al momento voglio solo divertirmi – ha dichiarato l’atleta azzurro intervistato da Repubblica – Vedere se mi piace e poi decidere. In mare non ho mai ancora nuotato. Troppo freddo l’inverno. Anche se il mio tecnico Stefano Morini al centro federale di Ostia mi ha detto di provarci. Ho dato per scontato che scherzasse e ho detto no. Anche in Israele la temperatura dell’acqua sarà di 21°, non proprio una sauna – sottolinea il nuotatore nostrano che aggiunge – Una 10 km in realtà l’ho provata, ma in vasca nel ritiro di Fort Lauderdale”.

Paltrinieri precisa di non aver cambiato programma di allenamento: Sempre quei 16-18 chilometri in piscina al giorno. E’ venuto il responsabile del fondo Stefano Rubaudo a trovarci e abbiamo simulato una situazione di gara in mare, compresi i rifornimenti. Mica facile: devi fermarti, ingoiare quella roba dolciastra che allo stomaco può dare fastidio, e ripartire. E ho provato i costumoni che io non ho mai messo. Indossarlo è stata un’esperienza micidiale, mi ha quasi distrutto le spalle. Bisogna saper usare la vasellina nelle dosi e nei punti giusti. Anche lì è tutto da imparare ed a me le novità piacciono da morire. Voglio conoscere e conoscermi, uscire dal recinto“.

L’oro di Rio entra nello specifico della gara a Eilat: Non ho nessuna strategia. D’altra parte la bellezza del fondo è anche nel fatto di essere uno sport di situazione. Ti devi adattare alle circostanze, agli altri, alle botte, all’ambiente. Fare a lotta con il mondo e con te stesso. E spesso inventare soluzioni sul momento. E’ tutta un’altra cosa dalla piscina, un altro tipo di sfida. E a me le sfide mi gasano!

Un Greg con taglio diverso (capelli) per ispirarsi anche ad Oussama Mellouli, campione olimpico della 10 km e bronzo nei 1500 stile libero a Londra, e raggiungere gli stessi obiettivi: E troppo presto per dire se questa possa era la mia gara. Ho preso quest’anno post olimpico per sperimentare, fare altro. Non credo che Eilat sarà decisiva, però mi darà delle indicazioni. Magari non mi piace e mollo tutto. Oppure va bene e mi dà gusto e allora porto la 10km a Budapest. Anche se le mie priorità rimangono gli 800 ed i 1500. Morini d’accordo? All’inizio era un po’ restio, poi si è convinto e mi ha appoggiato. Persino a Rio avrei voluto portare entrambe le gare – rivela l’azzurro – Poi con il “Moro” abbiamo deciso di concentrarci sulla mia specialità. Credo sia stata un’ottima idea, anche se il pensiero di tornare all’aperto non mi ha mai abbandonato. Quando ho iniziato a nuotare lo facevo sia in mare che in piscina e se c’è un momento giusto per rinfrescare la mia passione antica, è questo”.

Sul record del mondo dei 1500 stile libero, il campione italiano ammette: “Ci penso ma non è un’ossessione. Se sarà a Budapest, bene. Ma preferisco rivincere il Mondiale che stabilire il primato“.

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto da Deepbluemedia

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