F1, Mondiale 2017: Mercedes per continuare a dominare. Finora ha giocato a nascondino?

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Come si può definire un ruolino di marcia che recita: 52 vittorie in 59 Gran Premi, due sole volte fuori dal podio in questo lasso di tempo, 31 doppiette, 2169 punti conquistati negli ultimi tre anni (e potremmo andare avanti con altri numeri impressionanti)? In un solo modo: dominio. Le stagioni 2014, 2015 e 2016 hanno visto la superiorità della Mercedes esprimersi sotto ogni punto di vista; macchina, piloti, strategie e team. Sarà così anche nell’edizione 2017 del Mondiale di F1? Tutti gli avversari ovviamente sperano che il trend si interrompa o, quantomeno, veda numeri meno netti, ma la Scuderia di Brackley non sembra affatto d’accordo.

Perchè i rivali, da Ferrari e Red Bull in giù, possono sperare in una riduzione del, notevolissimo, gap messo in mostra fino al GP di Abu Dhabi di fine novembre? I test pre-stagionali di Barcellona hanno visto le frecce d’argento comportarsi in maniera egregia, ma non surclassare tutti gli altri come loro solito. Anzi, i tempi migliori sono della Ferrari, in teoria. Proprio per questo motivo scatta un allarme che, se confermato, sarebbe un vero e proprio terrore per tutti. E se la Mercedes avesse bluffato negli otto giorni di test catalani?

Una domanda che, con molta probabilità, vedrà una risposta già dalle prime prove libere di venerdì a Melbourne ma, sulla quale, ruoterà gran parte del Mondiale 2017. Se, come successo nei test 2016, la Mercedes ha preferito puntare sulla ricerca dell’affidabilità, senza interessarsi ai tempi sul giro, allora saranno guai per tutti. E i motivi sono molteplici. Il sospetto c’è, ed è forte. Il team capeggiato da Toto Wolff non ha mai tentato azzardi, non ha provato soluzioni estreme a livello aerodinamico, e al Montmelò sembra aver portato una vettura davvero semplice. La vera monoposto si vedrà a Melbourne.

La Mercedes, ad ogni modo, parte come grande favorita di questo campionato. Le ragioni le abbiamo elencate in precedenza e le riproponiamo: vettura, piloti, strategie, team. La W08, per esempio, è la degna erede della W07 e, anche se rinnovata (con passo lungo), ha mantenuto caratteristiche importanti come velocità, solidità (in oltre 1000 giri non ha mai avuto un problema) e, non ultimo, sfrutta l’eccezionale Power Unit Mercedes.

Sul fronte dei piloti come si può non mettere il tre volte iridato Lewis Hamilton come buon motivo di speranza per la Scuderia anglo-tedesca? Dopo un anno nel quale ha vissuto di troppi alti e bassi, siamo certi che il pilota nato a Stevenage saprà rimettersi in carreggiata e dimostrare il suo reale valore. Al suo fianco nei box non vedrà più Nico Rosberg, bensì Valtteri Bottas. Un pilota, almeno sulla carta, meno competitivo, ad oggi, del fresco Campione del Mondo e, quindi, non dovrà vivere un feroce duello interno come negli ultimi anni. Un motivo di distrazione in meno.

Per chiudere, strategie e team vanno di pari passo. Sotto quel punto di vista poco è cambiato e, di conseguenza, potranno dormire sonni tranquilli. I dubbi rimangono, ma sarà sufficiente aspettare poche ore. Già da venerdì inizieremo a capire se davvero la Mercedes si sarà tenuta nella manica tre, quattro, decimi di sicurezza. In quel caso, come detto, per Ferrari e Red Bull servirà tanta pazienza per provare a raggiungere le, imprendibili, frecce d’argento.

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