Tuffi: da Tania Cagnotto a Roseline Filion, quanti ritiri tra le donne dopo Rio 2016


L’uscita di scena più commovente – siamo di parte – l’ha fatta Tania Cagnotto: addio ai tuffi dopo il bronzo olimpico a Rio 2016, seconda medaglia a cinque cerchi della settimana (e della carriera) dopo l’argento nel sincro da 3 metri con la compagna di sempre, Francesca Dallapè. Entrambe le azzurre hanno detto basta con i tuffi in grande stile. Ora la trentina è incinta mentre la bolzanina, che probabilmente farà una gara d’addio a maggio a Torino, si gode il viaggio di nozze tra Polinesia e Stati Uniti. Ripensamenti? Difficili.

Rispetto a quanto dichiarato alle Olimpiadi ha fatto invece un leggero passo indietro Maria Marconi, che già a settembre aveva rivelato la possibilità di continuare a saltare in campo nazionale e che, a 32 anni, figura nell’entry list della Coppa Tokyo 2020 in programma a Bolzano da venerdì 27 a domenica 29 gennaio. Ma il panorama dei tuffi internazionali, soprattutto al femminile, sta contando uno dopo l’altro i ritiri delle atlete di vertice.

Due eccezionali “robot” cinesi hanno infatti detto stop dopo il quadriennio culminato a Rio. Entrambe fortissime, entrambe pluripremiate, ma di età ben diverse. Wu Minxia è stata probabilmente la tuffatrice del decennio insieme a Tania Cagnotto: 31 anni, coetanea dell’azzurra, si è ritirata a metà dicembre forte di cinque ori olimpici (e un argento e un bronzo) e otto mondiali. In Brasile, con il successo nel sincro 3 metri in coppia con Shi Tingmao, è diventata la prima atleta di sempre a vincere per quattro Giochi di fila la stessa gara nei tuffi.

Ma a fare più scalpore furono le rivelazioni successive a Londra 2012, quando per oltre un anno le furono tenute nascoste le notizie della morte della nonna e del tumore della madre per – spiegò poi il padre – non farle perdere la concentrazione sugli allenamenti. “Mi spiace davvero tanto, ma il mio fisico non mi consente più di continuare ad allenarmiha detto in lacrime -. Ho davvero temuto l’arrivo di questo giorno. Mi tuffo da quando avevo sei anni, sono entrata in nazionale a 13 ed è 25 anni che faccio questa vita“. Poco prima, a ottobre, dolori persistenti al collo avevano forzato al ritiro Chen Ruolin, piattaformista 24enne, che dal 2008 in poi ha vinto tutte le gare olimpiche cui ha partecipato: cinque su cinque, di cui tre in sincro. Nel suo palmarès anche sei ori, tre argenti e un bronzo mondiale.

Nelle ultime settimane, infine, è toccato a Uschi Freitag, Rebecca Gallantree e Roseline Filion. Curiosa la parabola della prima, 27 anni, tedesca fino a Londra 2012 e olandese dopo, due argenti e due bronzi europei (l’ultimo secondo posto dietro a Tania Cagnotto lo scorso maggio da 3 metri) e tanta simpatia nelle piscine di tutto il mondo. “Per studiare e iniziare un capitolo di vita lavorativa“, ha spiegato. “Nella mia carriera ho vinto più di quanto avrei pensato“, la confessione della 32enne britannica che in effetti, a fronte di un solo argento e un bronzo agli Europei, può vantare in bacheca l’oro mondiale vinto nel team event con Thomas Daley a Kazan 2015. Per ultima, la 29enne canadese, che ha detto stop lunedì 23 gennaio dopo 20 anni di tuffi e due bronzi olimpici consecutivi nel sincro piattaforma con Meaghan Benfeito. Il secondo, a Rio 2016, raggiunto nonostante una preparazione lampo in seguito a un infortunio subito a inizio anno.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

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