Judo: Kim Polling potrebbe diventare italiana. Nazionale olandese in grave crisi


Nonostante gli ottimi risultati degli ultimi anni, la nazionale di judo non sta vivendo un buon periodo. Il risultato olimpico di Rio 2016 è stato decisamente inferiore alle attese, con una sola medaglia di bronzo vinta da Anicka van Emden, che oltretutto ha da poco annunciato la fine della sua carriera agonistica. Ma, soprattutto, i Paesi Bassi rischiano di perdere molti dei migliori interpreti nazionali per via della nuova politica sportiva decisa dalla federazione.

In poche parole, dal 2017 tutti i judoka della nazionale olandese saranno obbligati ad allenarsi permanentemente presso il centro federale, altrimenti non potranno pretendere alla convocazione per gli eventi internazionali. Un modello voluto dal Comitato Olimpico Olandese che nei Paesi Bassi ha avuto successo con altre discipline, in particolare l’atletica, ma che sta creando non pochi problemi ai judoka che per motivi di studio o di lavoro preferirebbero allenarsi altrove.

È in questo quadro che la fuoriclasse della categoria 70 kg, Kim Polling, potrebbe presto passare a rappresentare la nazionale italiana. Numero uno del mondo e tre volte campionessa europea, la venticinquenne passa molto tempo a Torino, dove si allena presso l’Akiyama Settimo e soprattutto coltiva la propria relazione amorosa con il judoka azzurro Andrea Regis. Polling, secondo quanto dichiarato alla stampa olandese, sta seriamente pensando di cambiare nazionalità sportiva, fatto che le permetterebbe anche di risparmiare almeno 4.300 euro all’anno. Inutile dire che si tratterebbe di un ”acquisto” clamoroso per la nazionale azzurra.

Nella sua stessa situazione ci sono molti altri judoka. Compagno di vita di Clarisse Agbegnenou, Noël van ‘t End è pronto ad andare a rinfoltire le fila della nazionale francese in una categoria, la 90 kg, già molto competitiva. Per quanto riguarda alcuni veterani, come Henk Grol e Marhinde Verkerk, non è ancora chiaro se proseguiranno o meno la propria carriera agonistica, o se preferiranno ritirarsi come la già citata Anicka van Emden e Dex Elmont. Molto difficile, infine, la situazione della ventisettenne Juul Franssen, che per essersi rifiutata di allenarsi presso il centro federale si è vista sottrarre il proprio stipendio e l’automobile appena comprata.

Una vicenda che dunque va seguita con attenzione, visto che al momento sembrerebbe portare verso la disgregazione di una delle nazionali più forti d’Europa, quarta nel medagliere dell’ultima rassegna continentale, che negli ultimi anni ha già perso Linda Bolder ed Esther Stam, passate a rappresentare rispettivamente Israele e la Georgia.

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: EJU

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