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Sci Alpino

Sci alpino, Coppa del Mondo Val Gardena 2016: dal mito di Ghedina all’ultimo successo di Heel. L’Italia attende la vittoria dal 2008

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Saslong, Val Gardena. Bastano queste poche parole per entrare già nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino. Una pista leggendaria, tra le più belle di tutto il “Circo Bianco”, che ha visto trionfare tutti i più grandi discesisti di sempre. Il salto del Looping, quello del Sochers, “le Gobbe del Cammello, la “Curva del Lago”, i “Prati di Ciaslat” eccole tutte le difficoltà di un tracciato mitico, dove solo i migliori possono vincere e dove alcuni sono entrati nel mito.

Da Franz Klammer a Michael Walchhofer, fino al nostro Kristian Ghedina. Sono loro i padroni della Val Gardena con quattro successi a testa. Certo per i tifosi italiani le imprese del Ghedo restano ancora nel cuore e tra le emozioni più belle che lo sci italiano ha mai vissuto. Oltre al poker del campione di Pieve di Cadore, l’Italia in passato ha trionfato un’altra sola volta in discesa libera con Herbert Plank nel lontano 1977 (secondo l’anno precedente).

Ripensando ancora al binomio Ghedina-Val Gardena, bisogna riavvolgere la storia e tornare al 2004. E’ l’anno dell’indimenticabile acrobazia sull’ultimo salto a Kitzbuhel, ma quello che succede sulla Saslong è forse ancora più epico: nello schuss finale, togliendo il fiato a milioni di spettatori, si affianca al discesista azzurro un magnifico capriolo ed insieme percorrono alcuni tratti della pista.

Dopo le vittorie di Ghedina, l’Italia non è più tornata sul gradino più alto del podio in discesa libera, ma solo in supergigante con Werner Heel nel 2008. Molti i piazzamenti tra i primi tre, come quelli di Dominik Paris nel 2014 (secondo in superG e terzo in discesa) o in supergigante dello stesso Heel, di Patrick Staudacher e di Matteo Marsaglia.

 

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andrea.ziglio@oasport.it

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