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Tennis, Australian Open 2016: Djokovic il re dei favoriti. Federer e soci riusciranno a spodestarlo?



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Sicuramente il primo di questi sarà l’eterno Roger Federer che, nonostante le sue 34 primavere, cercherà di incantare con il suo tennis di tocco e violino gli avversari. L’esordio stagionale non è stato eccezionale, per la sconfitta nella finale di Brisbane contro Milos Raonic. Un Federer apparso visibilmente provato e non al top della forma contro il canadese. 2016 che si presenta con alcuni cambiamenti nello staff dello svizzero, come ad esempio l’allenatore, non più Stefan Edberg ma Ivan Ljubicic. Una novità per cercare nuovi stimoli e tentare nuove vie, capaci di renderlo ancor più competitivo in un gioco sempre più di forza e resistenza. Di sicuro la storia recente del giocatore di Basilea non è delle migliori agli Australian Open. L’ultimo sigillo con il marchio RF è datato 2010 e la vittoria sullo scozzese Andy Murray e rappresenta inoltre l’ultima volta del rossocrociato nell’ultimo atto in terra australiano. Feeling che, quindi, sembra essersi perso anche per le difficoltà di Federer nel recupero atletico da un match all’altro. Sono tanti i dubbi e gli interrogativi che circondano la nomea di Roger con i quali dovrà fare i conti e a cui solo il campo saprà fornire un’adeguata risposta.

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Altri nomi che proveranno ad inserirsi nella lotta per la vittoria finale sono quelli di Andy Murray e Stanislas Wawrinka. Il britannico appartiene a quella specie rara, dal punto di vista tennistico, ad aver battuto Djokovic nel 2015, ovvero a Montreal. Andy, attualmente numero 2 delle classifiche mondiali, negli ultimi anni ha migliorato moltissimo l’efficacia del proprio servizio nonché del dritto, spesso punti deboli nel suo gioco. Progressi che si sono avvertiti su tutte le superfici e che fanno di Murray un candidato, quantomeno alla finale. Guardando alla tradizione, infatti, il vincitore di Wimbledon 2013 ha accarezzato il giusto del successo in più di un’occasione a Melbourne. Dal 2010 al 2015, sono 4 le finals conquistate da Murray a cui però è sempre mancato quel quid, in grado di fare la differenza. Vi riuscirà quest’anno?

Un altro giocatore che ha un ottimo rapporto con l’Australia è senza dubbio Wawrinka, vittorioso a sorpresa nel 2014 ed in grado di esprimere un gioco molto adatto ai campi dello Slam. Potenza e rischio sono le peculiarità del tennis dello svizzero di cui lo stesso Nole è a conoscenza, visto l’esito della finale di Parigi. Stan  ha iniziato bene il 2016 con la vittoria all’ATP di Chennai, tradizionale antipasto in avvicinamento allo Slam, e può dargli fiducia. Chi sta proprio cercando di ricostruirsi dal punto di vista mentale è Rafa Nadal, l’ultimo rappresentante della particolare categoria dei “favoriti” che ci sentiamo di menzionare. Ebbene, dopo una stagione decisamente complicata, Rafa è sulla via della “guarigione”. Numero 5 del mondo e finalista, come detto precedentemente, a Doha, lo spagnolo ha ritrovato le motivazioni giuste per tornare ad essere quel lottatore, capace di imporre la sua forza su tutto e tutti. Certo, aspirare al sogno di una vittoria finale, come nel 2009 (unica volta per Rafa in Australia), è più immaginazione che realtà però averlo ritrovato in buone condizioni atletiche e psicologiche è una buona notizia per il tennis.

 

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Immagine: Federtennis

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