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CiclismoStrada

Giro d’Italia 2015: i brividi, poi il rosa

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Sembrerà scontato ripeterlo un’ennesima volta, ma davvero, nel ciclismo e in particolare in questo Giro d’Italia non v’è nulla di scontato. Le frazioni di transizione e persino quelle completamente piatte si sono trasformate in trappole insidiose nelle quali tutti i favoriti, a turno, sono involontariamente cascati.

Così Fabio Aru può baciare la prima maglia rosa, storica per la sua Sardegna, in una giornata dove all’apparenza non sarebbe dovuto accadere nulla. Anzi, nel filotto di tappe in preparazione alla temuta cronometro di domani molto era già accaduto mercoledì e giovedì, pur su percorsi più vallonati rispetto a quello odierno: proprio Aru aveva dato l’idea di non essere al top della condizione, patendo il freddo e la pioggia più di molti rivali. Oggi, la stessa pioggia ha tradito Contador, vittima di una caduta – la seconda, dolorosa di questo Giro per lui – che lo ha costretto ad abdicare dal simbolo del primato: viene così meno la legge del Pistolero, che aveva sempre mantenuto la maglia di leader, una volta conquistata, nelle tre principali corse a tappe sino all’ultima giornata.

Il Giro finisce a Milano ha prontamente smorzato gli entusiasmi un Aru ben più maturo dei 25 anni ancora da compiere. Ed è vero, perché ogni giorno ci sono sorprese, ogni giorno ci sono capovolgimenti. La cosa straordinaria è che, con tutto il rispetto per la fatica accumulata sin qui dai corridori, non si ha ancora iniziato a fare sul serio: interminabile cronometro domani, poi le Alpi. Brividi, emozioni, rosa: in queste prime due settimane non è mancato nulla. E il meglio deve ancora venire, per il giovane Fabio e per tutti.

foto: pagina Facebook Giro d’Italia

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marco.regazzoni@oasport.it

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