Sci di fondo, la 50km chiude i Mondiali 2015: Giorgio Di Centa, si chiude un’era. Torna Sundby

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Come da tradizione, i Mondiali di sci nordico di Falun saranno chiusi dalla consueta 50km maschile (in tecnica classica), una delle gare più attese per il suo impagabile fascino, sebbene il format della mass start abbia snaturato in parte la competizione. Il prestigio della lunga distanza, tuttavia, rimane pur sempre intatto tant’è che le nevi svedesi, oltre ai grandi big dello sci di fondo internazionale, saranno il teatro anche dell’ultima recita ad alti livelli di una leggenda dello sport italiano.

Giorgio Di Centa, sbarcato in Scandinavia soltanto negli ultimi giorni, ha preparato minuziosamente la gara del suo ultimo Mondiale, abbandonando la Coppa del Mondo dopo il Tour de Ski e dedicandosi in toto alle lunghe distanze. D’altronde, il carabiniere friulano non poteva non scegliere la 50km per chiudere il cerchio a nove anni da quell’indelebile oro olimpico di Torino, il simbolo di un’intera carriera. Ad Olimpiazzurra, qualche settimana fa, Di Centa aveva confidato di potersi ritenere soddisfatto nel caso di un piazzamento tra i primi otto (clicca qui per leggere l’intervista), risultato tanto da sogno quanto difficile da realizzare. Una medaglia, per forza di cose, appare decisamente fuori portata, anche se i cinquanta chilometri hanno spesso offerto cinquanta sfumature di sorprese.

Ne è stata la dimostrazione l’ultima competizione iridata in questa specialità, in Val di Fiemme nel 2013, non tanto per il vincitore ma per le modalità con cui è arrivata. E’ quantomai raro, infatti, vedere una fuga di oltre 40km in una mass start portata fino al termine, ma due anni fa Johan Olsson ci riuscì e lo svedese si presenta ai blocchi di partenza inevitabilmente come uno dei favoriti. Il 34enne fuoriclasse sembra avere una marcia in più rispetto agli altri uomini distance del circuito, come testimoniato dall’oro nella 15km e dalla stratosferica frazione corsa in staffetta. Il campione in carica catalizzerà senz’altro su di sé l’attenzione degli altri candidati alla vittoria, i vari Dario Cologna, Petter Northug, Alexey Poltoranin, Alex Harvey, Didrik Tønseth, Niklas Dyrhaug e – finalmente, lo possiamo dire – Martin Johnsrud Sundby. Il leader di Coppa del Mondo, a causa di un’infiammazione alle vie respiratorie, è stato costretto a saltare il resto delle gare e cercherà di rifarsi all’ultima occasione, anche se i suoi connazionali saranno ovviamente più quotati e più rodati. Su tutti, al solito, Northug, che proverà a prendersi il quarto oro della rassegna, ma due alternisti puri come Tønseth e Dyrhaug vorranno puntare certamente ad una medaglia. Per il kazako Poltoranin, invece, si tratta dell’unica gara del Mondiale adatta alle proprie caratteristiche, mentre il canadese Harvey vorrà coronare con il terzo metallo pregiato un campionato del mondo difficilmente dimenticabile con già due argenti. E poi c’è il solito Cologna, straripante in staffetta ma ancora in attesa di riscattare l’opaca prova della 15km.

I padroni di casa svedesi attendono un acuto anche da parte di Daniel Richardsson e Calle Halfvarsson, ma entrambi non sembrano in grado di fare la differenza, mentre il veterano Anders Södergren potrebbe sorprendere. Alla ricerca della ciliegina sulla torta anche Maurice Manificat, anch’egli a quota due medaglie; punta tutto su Maxim Vylegzhanin, oro nello skiathlon, la Russia, in assenza del campione olimpico (ma a skating) Legkov.

L’Italia, oltre a Di Centa, schiererà un Francesco De Fabiani in calo nelle ultime settimane, un Dietmar Nöckler che probabilmente non ha ancora smaltito le fatiche della team sprint e Mattia Pellegrin. I primi due, se in forma, avrebbero potuto aspirare anche ad un piazzamento davvero prestigioso, ma dovranno lottare per un posto nei primi 20, mentre Pellegrin cercherà di issarsi quanto più possibile in alto.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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