Sei Nazioni 2015, Italia: da Twickenham…verso Twickenham

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Sarà l’aria fresca di Londra, sarà il pubblico raccolto intorno al rettangolo di gioco, sarà che si gioca in un tempio del rugby; ma sta di fatto che gli azzurri da quando sono sotto la guida di Jacques Brunel e giocano in Inghilterra sembrano scuotersi quasi trasformandosi.

E’ vero anche ieri è arrivata, solo ed esclusivamente nel punteggio, una sonora sconfitta, però che bellezza vedere la nazionale lottare alla pari per circa un’ora contro i maestri britannici.

Nel complesso analizzando gli 80 minuti di gara, il nostro allenatore può dire di aver visto condensate in una sola partita tutte le sfaccettature degli azzurri: dalle difficoltà ai pregi, passando per le giovani risorse agli eterni veterani; esaminando poi gli annosi problemi ed il coraggio di Parisse e compagni, schierati finalmente con una formazione che sembrava avere tutte le pedine al proprio posto, nei ruoli naturali.

Da Twickenham quindi dovrà venire fuori una nuova Italia.

Più convinta dei propri mezzi, soprattutto con il pallone in mano, con cui abbiamo finalmente dimostrato di saper offendere gli avversari, e se possibile ancor più motivata a migliorare quelle lacune messe a nudo contro la rappresentativa della Rosa.

Perchè nel 2015 il punto di partenza dovrà essere proprio la contesa di ieri, ma il punto di arrivo sarà gioco forza ancora quello di ieri, inteso come luogo geografico.

Quel Twickenham dove a settembre infatti saremo chiamati all’esordio nella World Cup 2015, contro la Francia peraltro, e per superare questa prova non potremo che essere passati da un Sei Nazioni di livello dove adesso, a seguito delle due settimane di pausa, servirà necessariamente una vittoria per andare a iniettare nuova fiducia nel morale della truppa nostrana.

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Foto: Fotosportit/Fir

michele.cassano@olimpiazzurra.com

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