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Giuseppe Disabato: “Con il tempo colmerò il gap dai migliori. L’obiettivo sono le Olimpiadi”

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Giuseppe Disabato
Disabato / Grana FIDAL

Giuseppe Disabato è stato il protagonista di una delle ultime puntate di OA Focus, trasmissione visibile sul canale Youtube di OA Sport. Il diciannovenne barese viene considerato uno dei giovani talenti più promettenti della marcia italiana, con alle spalle tanti podi internazionali (tre medaglie europee ed una mondiale tra U18 e U20) ed un futuro tutto da scrivere in attesa di avvicinarsi progressivamente alle prestazioni dei big internazionali.

Ho iniziato da piccolo, all’età di 8 anni ho iniziato atletica in generale, facevo un po’ tutte le discipline come tutti i bambini. Poi ho provato la marcia e di solito i ragazzi e le ragazze hanno magari un po’ di problemi a imparare il gesto tecnico, però io ho subito preso confidenza col gesto, non ho mai avuto problemi tecnici e quindi mi sono subito trovato a mio agio. Facendo le gare mi è piaciuta come disciplina e poi ovviamente avendo anche dei risultati a livello regionale sono stato sempre motivato“, racconta il pugliese classe 2006 ripercorrendo i suoi primi passi nel mondo della marcia.

Sull’argento europeo U18 del 2022, la sua prima grande medaglia internazionale:Non era affatto scontato e non ci pensavo neanche sinceramente, non me l’aspettavo. Però è stata un’emozione grandissima, perché arrivavo sicuramente con un buon tempo, però alla fine la start list è una cosa, poi la gara è completamente un’altra. Cos’ha funzionato meglio? Forse la gestione e la mia motivazione ad arrivare in fondo e dare il massimo, perché sono stato sempre concentrato durante la gara, sempre lucido ad ascoltare i consigli dei tecnici e non ho mollato un metro, quindi mi ha aiutato a appunto a vincere quella medaglia. Non mi è mai capitato di essere in crisi o avere problemi per l’emozione perché sì, ovviamente l’ansia c’è, però una volta che inizia la gara si pensa solo a quello“.

Sulla figura di suo zio Antonio Esposito come coach:Secondo me è importante ed è molto utile perché essendo una figura non solo tecnica ma anche familiare, può aiutare anche nei momenti un po’ più giù e dove magari non si hanno i risultati che si vogliono. Quindi magari l’allenatore non ti vede solo come un atleta, ma anche come nipote e quindi c’è un po’ più di feeling diciamo“.

Disabato si è poi soffermato sul bronzo europeo U20 ottenuto nel 2023 a soli sedici anni:Ero fuori categoria, era un Europeo U20 però io ero ancora under 18. Sempre a Gerusalemme, per il secondo anno di fida, sono riuscito a conquistare questa medaglia che valeva e vale molto. L’oro? Sicuramente ci ho pensato, magari non in quel secondo anno a Gerusalemme perché ero fuori categoria, però gli anni successivi ci ho sempre pensato all’oro. Era qualcosa che volevo, che mi mancava, e quindi ho sempre dato il massimo per raggiungere quell’obiettivo“.

Sul bronzo mondiale U20 a Lima nel 2024:Sicuramente c’era molta fame di prendere una medaglia perché sì, averne già prese due non significa essere appagati, quindi io sono uno che vuole sempre il massimo da me stesso e voglio sempre il massimo risultato in una gara. Poi in quella gara ho cercato anche di prendere l’oro e di vincerla. Lo volevo, però purtroppo all’ultimo giro sono stato superato dai primi due e quindi sono riuscito ad agguantare il terzo posto, però anche l’oro era un obiettivo“.

È sicuramente una disciplina che stressa il corpo in modo particolare, essendo una distanza di endurance, e quindi gli allenamenti sono anche lunghi. Più si va avanti con l’età e più aumentano le distanze, fino al massimo di quelle che faccio adesso, mezza maratona e maratona. Quindi gli allenamenti sono sempre abbastanza corposi e pesanti, però quello che mi motiva sicuramente è che mi piace farlo, non mi pesa. Poi ovviamente ogni volta che finisco un allenamento abbastanza pesante sono contento e sono soddisfatto. Quindi provare quella emozione dopo ogni allenamento è gratificante, e poi ovviamente c’è la fame di vincere medaglie e di arrivare sul gradino più alto del podio. Adesso che sono entrato nel mondo dei grandi l’obiettivo è scalare le classifiche“, spiega l’azzurro.

Quello che mi diverte fare sono allenamenti veloci sui ritmi gara, perché posso sfogarmi diciamo, invece magari quelli un po’ più difficili sono magari i cambi di ritmo dove bisogna essere molto concentrati perché non bisogna sbagliare i ritmi. Il mio idolo? In realtà un vero e proprio idolo non ce l’ho, però ci sono tanti atleti che stimo ed in particolare sicuramente nella marcia ovviamente Massimo Stano e Antonella Palmisano, che sono gli ultimi campioni olimpici italiani“, prosegue Disabato.

Sulla transizione dalla categoria U20 al mondo degli assoluti:Sicuramente è diversa la gara, perché la distanza è praticamente raddoppiata. Gli allenamenti sono diversi e la gestione della gara è completamente diversa. Anche l’integrazione durante la gara si è aggiunta, perché nella 10 km l’unica cosa che si può prendere è l’acqua fornita dall’organizzazione. Invece nelle gare dei grandi, quindi mezza maratona e maratona, ci sono i rifornimenti personali, quindi anche quello è un punto che si è aggiunto e a cui bisogna fare molta attenzione. La gara è completamente diversa, ci sono nuovi avversari, molto più forti di me, e quindi bisogna stare attenti magari a non partire troppo forte e farsi portare dal gruppo, perché al momento ovviamente non è alla mia portata. Però con gli allenamenti, con il tempo e con gli anni si arriva anche a quel livello“.

Sulla mezza maratona dei Mondiali a squadre di Brasilia:Sicuramente tanta esperienza perché non è stata una gara facile. Venivo comunque da un periodo non molto buono, perché avevo un piccolo fastidio muscolare che sono riuscito a risolvere e ho comunque gareggiato. Però sicuramente la cosa più importante che ho imparato, appunto, è la gestione: saper leggere, aspettare e non sprecare tutte le energie subito, ma distribuirle e tenerle per il finale“.

Disabato ha le idee chiare in vista del prossimo biennio:Sicuramente l’obiettivo è tornare in nazionale assoluta, nel 2027 ci sono gli Europei a squadre e poi anche i Campionati Mondiali. Non sarà facile e non è scontato, però quest’anno non essendoci gare internazionali a livello under 23 ho la possibilità di allenarmi bene sulla lunga distanza e quindi arrivare l’anno prossimo essendo più preparato rispetto a questa stagione. Quindi l’obiettivo per il 2027 è tornare in maglia azzurra e nel 2028 ovviamente il sogno sarebbero le Olimpiadi, però sono ancora più difficili e non scontate, però pian piano ci arriveremo“.

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