Taekwondo, World Grand Prix Final: trionfi internazionali, a Molfetta l’Oscar della sfortuna

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A Rio 2016 manca ancora un anno e mezzo, ma per molti sport è già il momento di pensare ai Giochi Olimpici, visto che per prendervi parte bisogna innanzi tutto qualificarsi. Con il sogno a cinque cerchi nella mente, i migliori taekwondoka del mondo si sono sfidati al World Grand Prix Final 2014 di Queretaro (Messico), che metteva in palio importanti punti per i ranking olimpici.

La rassegna ha messo ancora una volta in evidenza la grande internazionalità di questo sport, non più dominato dalla Corea del Sud come accadeva fino a qualche anno fa. Sulle otto categorie in programma, solamente la Russia è riuscita a conquistare due titoli, con il bronzo di Londra 2012, Aleksej Denisenko (68 kg), ed Albert Gaun (80 kg), mentre i maestri sudcoreani si sono dovuti accontentare di una singola medaglia d’oro, conquistata dal campione olimpico di Pechino 2008, Cha Dong-Min (+80 kg), al pari di Gran Bretagna, Olanda, Croazia, Svezia ed Iran. Ancora più ampio il novero dei Paesi saliti sul podio, tra i quali figurano anche Spagna, Giappone, Messico, Francia, Uzbekistan ed Argentina.

In questo grande festival internazionale era presente anche l’Italia, con Carlo Molfetta (+80 kg), che ancora una volta è stato colpito da un problema fisico che gli ha impedito di difendere le sue chance nel torneo conclusivo della stagione 2014. Il campione olimpico dei pesi massimi ha saltato così la terza rassegna importante dopo i Mondiali 2013 e gli Europei di quest’anno, questa volta a causa di un infortunio alla gamba, subito quando era in svantaggio per 3-0 contro Cha Dong-Min, che poi si sarebbe classificato al primo posto. Non sappiamo come sarebbe andata senza questo contrattempo, ma certamente il pugliese avrebbe avuto un’occasione d’oro per raggranellare punti, vista l’assenza del numero uno del mondo, il gabonese Anthony Obame, e l’eliminazione ai quarti di finale del francese M’bar N’diaye, accreditato della prima testa di serie.

La fortuna sta nel fatto che Molfetta resta, nonostante tutti i problemi, nella top 10 della sua categoria di peso olimpica, e che avrà ancora tante occasioni per brillare il prossimo anno, quando la nuova stagione dei Grand Prix sarà decisiva per trovare il pass a cinque cerchi. Il leader del taekwondo azzurro sa che avrà a che fare con avversari più che mai ostici come Obame, N’diaye e Cha, ma ha già dimostrato che quando è al massimo della forma può combattere ad armi pari con tutti. L’obiettivo numero uno sarà quindi ritrovare la miglior condizione fisica per puntare al bersaglio grosso in ottica 2016.

 

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giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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