Sci alpino: la Birds of Prey…. solo per rapaci

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Una discesa per rapaci, lo dice il nome stesso. Con Beaver Creek iniziano le libere più affascinanti del circuito di Coppa del Mondo, che raggiungeranno il top a gennaio tra la Lauberhorn e la Streif: peccato che manchi la Stelvio, ma questa è un’altra storia. In ogni caso il tracciato del Colorado regala da sempre emozioni e offre spettacolo in ogni suo passaggio.

Tratti di scorrimento e impegnative inversioni si alternano con costanza, senza trascurare una mezza dozzina di salti tra i quali il Golden Eagle – che dà il nome alla pista adiacente, utilizzata l’anno scorso dalle donne – è senza dubbio il più spettacolare. Inoltre, le tre gare del weekend saranno in un certo senso delle premondiali, poiché l’evento iridato del 2015 sarà ospitato proprio da questi impianti; un incentivo in più, per tutti gli atleti, a fare bene.

In casa Italia, per quanto concerne le due gare veloci si va con la mente libera, frutto della consapevolezza di essersi già sbloccati psicologicamente grazie al podio conquistato da Dominik Paris domenica scorsa. Certo, la pista di Lake Louise – anche in superg – è una cosa e quella di Beaver Creek un’altra, decisamente più tecnica: ma Dominik sembra ormai un velocista completo e affermato, dunque ogni tracciato lo può vedere competitivo per le prime tre posizioni e magari anche in supergigante riuscirà a confermare il notevolissimo passo avanti emerso in terra canadese. Conferme si chiedono a Werner Heel, o almeno l’Heel della discesa di Lake Louise; un miglioramento, invece, deve essere l’obiettivo di Peter Fill, perché un ragazzo col suo talento, oltretutto molto in forma, può fare di più rispetto ai pur onorevoli piazzamenti tra la quindicesima e la ventesima posizione. In supergigante Matteo Marsaglia deve spezzare un trend negativo che lo ha visto precipitare dalla seconda posizione della graduatoria di specialità nel 2012-2013 (quando vinse proprio qui in Colorado) alla mancata qualificazione sia alle Olimpiadi, sia alle finali della passata stagione; decisamente in ombra a Lake Louise, sulla pista più amata il romano può e deve ritrovare le sensazioni migliori. Non aspettiamoci nulla, infine, da Christof Innerhofer, che difficilmente avrà recuperato la migliore forma fisica nel giro di così pochi giorni, sebbene sulla carta la Birds of Prey possa esaltarlo molto più della Olympic Men’s Downhill.

Per quanto riguarda il gigante, Nani e il redivivo Simoncelli, al netto dell‘infortunio occorso a Luca De Aliprandini,  costituiscono carte validissime per un piazzamento nella top five; attenzione, però, anche a Giovanni Borsotti, che appare in ottima forma – al pari di Florian Eisath – come ha dimostrato vincendo due gare consecutive tra le porte larghe del circuito Nord-Americano ad Aspen, mettendosi alle spalle una buona dose di concorrenti di Coppa del Mondo.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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