Scherma, Coppa del Mondo: l’Italia non molla il colpo in attesa di Rio 2016

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Dopo nove week-end emozionanti, intensi e ricchi di sorprese e conferme, la Coppa del Mondo 2014-2015 di scherma si prende una pausa e tornerà soltanto da metà gennaio in poi. Dopo tre tappe per arma, e al termine dunque di una prima parte di calendario che pare più pulito e bilanciato rispetto al passato, è tempo di tracciare il bilancio delle prestazioni delle nazionali italiane. Che, come da sempre avviene sulle pedane, non può che essere oltremodo positivo.

FIORETTO – Sfiora il dieci la seconda parte di 2014 azzurra, perché sono ben quattro le vittorie raccolte su dieci appuntamenti. Arianna Errigo è la protagonista indiscussa: Cancun, Saint Maur e Torino, tre successi in fila e una sorta di delirio di onnipotenza che quasi lascia interdetti. Che sia al top della forma o non ancora al meglio, la brianzola è una garista impressionante in grado di battere qualsiasi rivale. E molto spesso si tratta di connazionali: Chiara Cini terza in Francia, Elisa Di Francisca seconda nella passerella del PalaRuffini. Segno di una squadra eccezionale, in grado di portare cinque atlete nella finale a otto in terra transalpina, a cui però manca ancora l’acuto di un quartetto che (forse) ci ha abituato troppo bene negli ultimi grandi appuntamenti. Non è più invincibile, ma il Dream Team è tutt’altro che morto e lo dimostrerà presto. Ottima anche la prestazione della selezione maschile, attesa dal riscatto dopo un’estate in chiaroscuro. Il trionfo nella prova a squadre di San Francisco è la ciliegina sulla torta di tre gare con sempre almeno un azzurro sul podio. Sono cinque in totale, tutti diversi: Andrea Baldini, Lorenzo Nista e Edoardo Luperi in Usa, Andrea Cassarà a Tokyo, Valerio Aspromonte a Torino nonostante il doppio impegno allenamenti-tv (con maggiori energie nella seconda).

SPADA – Altalenante l’autunno dell’arma guidata dal ct Sandro Cuomo, che comunque non era partita al meglio neanche nella passata stagione chiusa poi invece con migliori risultati rispetto ai colleghi. Non mancano i podi, vero, ma ci si sarebbe aspettato qualcosa di più a livello individuale dalla campionessa del mondo Rossella Fiamingo, che è sempre uscita di scena prematuramente ammettendo di non reggere ancora del tutto la pressione della super favorita in una specialità già di per sé imprevedibile. Bene Bianca Del Carretto, ormai una certezza dopo l’oro europeo di Strasburgo, e da favola soprattutto il quartetto ultimato da Mara Navarria e Francesca Quondamcarlo. Le azzurre, terze al Mondiale di Kazan, stanno scalando mano a mano il podio: bronzo a Legnano, argento in Cina. Prima o poi arriverà la gemma più attesa, senza dubbio. Talento e affiatamento sono le ricette migliori. Dopo un avvio stentato, invece, si è rialzata alla grande la spada maschile. Claudicanti a Berna, gli italiani dalla forte impronta siciliana sono saliti sul podio sia a Tallinn (Paolo Pizzo terzo) che a Doha (medesimo risultato per Enrico Garozzo). Al contrario delle ragazze stenta invece a decollare il quartetto, chiamato ora a rispondere presente per non complicarsi la strada verso Rio.

SCIABOLA – Una figura che sta prepotentemente entrando nel lotto delle più forti atlete della specialità e le solite splendide conferme dell’affidabile reparto maschile. Tra le donne brilla Rossella Gregorio, un secondo posto e due eliminazioni ai quarti di finale per la campana esplosa l’anno scorso e assolutamente in grado di confermarsi anche tra Isla Margartia, Orléans e New York. In chiaroscuro le altre componenti della squadra, che non riescono a emergere nell’individuale ma collezionano un importante bronzo sulle pedane francesi da cui trarre fiducia per il futuro. La concorrenza non è tostissima, le azzurre (Irene Vecchi, Ilaria Bianco e l’eterno dubbio tra Martina Petraglia e Lucrezia Sinigaglia) possono sognare in grande. Alla compagine maschile manca una tappa per una valutazione più ampia (l’esordio a Dakar è stato infatti cancellato per l’allarme ebola), ma dopo due uscite i risultati sono già brillanti. Sempre sul podio, con un Aldo Montano in grande spolvero. Il livornese è terzo a Budapest e secondo nella Grande Mela, davanti al compagno Diego Occhiuzzi. Per l’Italia, bronzo olimpico in carica ma costretta a guardare dagli spalti le prove a squadre di Rio 2016, anche un argento dal sapore di beffa contro la Romania in terra magiara, frutto di un ko per 45-44 molto contestato.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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