Nuoto, Mondiali Doha 2014: l’Italia esulta con le staffette, argento e bronzo! Brasile imperioso

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Chi l’avrebbe mai pronosticato l’argento (quasi oro) della 4×200 stile libero maschile italiana ai Mondiali in vasca corta a Doha? Eravamo sì in finale con il miglior tempo, ma su Magnini e i giovani compagni c’erano più dubbi che speranze. Bronzo unico risultato alla portata, si diceva. E invece è andata meglio del previsto, con addirittura l’amarezza per un oro sfumato per poco più di un decimo. La rimonta di capitan Pippo è il ritratto del suo enorme carisma: quarta prima dell’ultimo cambio, l’Italia chiude con al collo l’argento. Merito di Magnini (1’42”07), ma anche di un convincente Andrea Mitchell D’Arrigo (primato personale, 1’42”77), del ripescato a Massarosa Marco Belotti e dell’esordiente Nicolangelo Di Fabio (1’42”98), bravo a non mollare nel momento più difficile della gara. 6’51”80 il tempo degli azzurri, che abbassano nettamente il record italiano. Vincono gli Usa in 6’51”68, terza la Russia in 6’51”96 al termine di una splendida volata finale.

La giornata finisce con un’altra medaglia per l’Italia. La 4×50 mista mista è di bronzo dietro a Brasile (1’37”26, giornata storica per i sudamericani con ben tre ori) e Gran Bretagna, nonostante la paura per un cambio a rischio da Niccolò Bonacchi e Fabio Scozzoli. Dopo il tocco arriva l’ufficialità: tutto regolare (stacco del ranista a .00) e terzo posto difeso con i denti da Silvia Di Pietro e Erika Ferraioli con primato tricolore di 1’37”90. Due medaglie dalle staffette per cancellare le parziali amarezze di ieri: l’ItalNuoto risponde presente dal Qatar.

Sogna in grande, anche nell’individuale, Silvia Di Pietro. La 21enne romana, ormai specialista dei 50 delfino, timbra il record italiano in 25”43 cancellando il 25”62 di Ilaria Bianchi e vola in finale con il quarto crono complessivo. Davanti ha la danese Jeanette Ottesen (24”91), la svedese Sarah Sjoestroem e l’olandese Inge Dekker: sfavorita sulla carta, l’azzurra è determinata nel raggiungere una medaglia non così fuori portata. Convince ancora un Marco Orsi in gran forma, ma alla bella notizia del suo 21”07 nei 50 stile libero che gli vale successo in semi e quarto tempo d’ingresso in finale se ne contrappone una brutta (per l’Italia), ovvero la presenza di tre mostri sacri come Cesar Cielo (20”80), Vladimir Morozov (20”88) e Florent Manadou (20”93). Per salire sul podio servirà più che un’impresa al missile bolognese.

La staffetta 4×50 mista maschile (Niccolò Bonacchi, Fabio Scozzoli, Matteo Rivolta, Marco Orsi) è sesta in 1’32”68: vince un super Brasile, con tanto di record del mondo a 1’30”51, davanti a Francia e Usa. Per il 20enne dorsista azzurro è nuovo primato nazionale in 23”39, sei centesimi meglio di Mirco Di Tora nel 2009. Eliminata nei 100 stile libero Erika Ferraioli, che eguaglia il proprio tempo della mattinata (56”87, 1/100 di distanza dal RI di Federica Pellegrini) e si deve accontentare della tredicesima posizione in una gara in cui la svedese Sarah Sjoestroem (51”46 oggi, miglior crono di semifinale) fa la voce grossa in vista dell’atto conclusivo.

Riscatto a metà per Katinka Hosszu, che dopo il doppio argento della giornata inaugurale si prende lo scettro dei 100 dorso toccando davanti a Emily Seebohm e Daryna Zevina in 55”03, nuovo record del mondo. La magiara, che controlla nei 100 misti in 57”89 alle spalle della classe 1995 britannica Siobhan-Marie Oconnor (57”66), non riesce però a tenere il ritmo della spagnola Mireia Belmonte Garcia negli 800 stile libero e termina quinta. L’iberica ringrazia e scappa fin da subito, centrando il terzo oro in due giorni in 8’03”41. Premiate anche Jaz Carlin e Sharon Van Rouwendaal.

Oro e WR per il giapponese Daiya Seto, rullo compressore nei 400 misti: il nipponico saluta tutti già dal dorso ed è il primo nella storia a rompere la barriera dei quattro minuti con un prorompente 3’56”33. Sul podio anche il connazionale Kosuke Hagino e l’ungherese David Verraszto, solo quinto lo statunitente Tyler Clary. Ormai è ufficiale: Chad Le Clos è il nuovo cannibale del nuoto veloce. Dopo un autunno interamente dominato, arriva la ciliegina sulla torta con il primo posto e il record del mondo nei 100 farfalla dopo l’affermazione nei 200 sl di ieri. 48”44 il parziale del sudafricano, quattro centesimi meglio del precedente primato. Battuti l’americano Tom Shields e l’australiano Tommaso D’Orsogna, settimo Ryan Lochte (50”23).

Ennesimo trionfo, ma che sofferenza, per la baby lituana Ruta Meilutyte. La 17enne calca i più importanti palcoscenici del nuoto internazionale soltanto da due anni e mezzo, ma gareggia già con l’esperienza di una veterana. 28”84 nei 50 rana, medaglia d’oro davanti alla giamaicana Alia Atkinson che prova il sorpasso a metà gara ma viene ripresa allo sprint e all’olandese Moniek Nijhuis. 49”57 e vittoria in scioltezza per Mitchell James Larkin nei 100 dorso: l’australiano è l’unico sub 50” come in semifinale e anticipa Radoslaw Kawecki (Polonia), Irie Ryosuke (Giappone) e Matt Grevers (Usa), bronzo a parimerito. La grande giornata del Brasile si impreziosisce infine di un altro oro nei 100 rana: Felipe Franca Silva (56”29, CR) beffa il campione europeo Adam Peaty con una prova imperiosa, terzo a sorpresa il francese Giacomo Perez Dortona e solo quarto il campione olimpico Camoron Van Der Burgh.

 

 

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Foto da: pagina Facebook Filippo Magnini

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