‘Italia, come stai?’: slittino trascinatore, biathlon intrigante; sci alpino a due facce

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Lo slittino si conferma lo sport mattatore per l’Italia in questo avvio di stagione invernale: come a Igls, anche a Lake Placid sono arrivati due podi. Dominik Fischnaller ha conquistato un prezioso terzo posto nel singolo maschile in una delle gare più sorprendenti degli ultimi anni. Il sesto posto di Felix Loch pone l’azzurro a soli 10 punti di distacco dal tedesco in classifica generale, con la concreta possibilità di operare il sorpasso nel prossimo fine settimana a Calgary, pista adatta alle sue caratteristiche e dove si terrà anche una prova sprint (il cui punteggio fa testo per la classifica generale). Ottimo il secondo posto della compagine tricolore nel team-relay, dove si è ben disimpegnata Sandra Robatscher: la 20enne altoatesina ha festeggiato il miglior piazzamento in carriera con la decima piazza nel singolo femminile. Ci si aspettava qualcosa di più dai doppi, in particolare da Ludwig Rieder e Patrick Rastner, i quali sin qui hanno palesato un’involuzione rispetto al biennio precedente.

Impressiona la compagine femminile di biathlon. I passi avanti sugli sci stretti di Dorothea Wierer sono importanti e l’altoatesina può aspirare ad un piazzamento di prestigio nella classifica finale di Coppa del Mondo, dove comunque la bielorussa Darya Domracheva e la finlandese Kaisa Makarainen appaiono ancora fuori portata. Nella componente fondo ha compiuto un salto di qualità stratosferico Karin Oberhofer, entrata in una nuova dimensione alle Olimpiadi di Sochi ed ora pronta a conquistarsi un ruolo di primo piano tra le big del circuito: per farlo, dovrà sistemare il tiro in piedi che l’ha condizionata ad Oestersund. In attesa della miglior Nicole Gontier, il Bel Paese applaude anche il debutto nel circuito maggiore di Lisa Vittozzi, autrice di ben sei serie perfette tra sprint ed inseguimento: una prova di carattere e personalità. Insomma, l’Italia può fare affidamento su un quartetto di spessore mondiale, con la staffetta in grado di puntare al podio (o anche qualcosa di più) in ogni gara.

Se Lake Louise poteva essere stato un caso, Beaver Creek ha confermato la definitiva ascesa di Dominik Paris anche in superG. Il 25enne altoatesino, sin qui poco fortunato con due quarti ed un quinto posto, ha sfoderato nella velocità una continuità di rendimento davvero importante, inferiore solo a quella del norvegese Kjetil Jansrud, quest’ultimo ormai seriamente in lizza per la sfera di cristallo assoluta. Il superG ci ha restituito anche un Peter Fill deciso e convinto dei propri mezzi, staccato appena 4 centesimi dal podio. Bene a tratti Werner Heel, mentre resta ingiudicabile Christof Innerhofer: molto probabilmente il quasi 30enne di Gais entrerà in forma a gennaio in concomitanza di grandi classiche come Wengen e Kitzbuehel, con il mirino puntato sui Mondiali di Beaver Creek. Ancora niente di nuovo sul fronte giovani, con Mattia Casse e Sigmar Klotz lontanissimi dal vertice: va bene la giovane età di Paris, tuttavia al momento non si intravede un ricambio generazionale all’altezza.
Se la squadra di velocità maschile resta tra le più competitive al mondo, lo stesso non può dirsi per quella femminile. Da anni manca una punta in grado di battagliare ad armi pari con fuoriclasse del calibro di Tina Maze, Lindsey Vonn, Anna Fenninger e Lara Gut. Le veterane Elena Fanchini e Daniela Merighetti possono garantire qualche buon piazzamento (come accaduto a Lake Louise) e qualche exploit isolato su taluni tipi di pista e neve, tuttavia l’impressione è che il gap tecnico dalle primissime sia decisamente importante. Resta lungo il cammino da percorrere di Sofia Goggia, al rientro dopo un grave infortunio, mentre Nadia Fanchini sembra sempre più proiettata solo sul gigante, disciplina che può regalarle le soddisfazioni migliori. Anche in questo caso non si intravedono molti ricambi, anche se due giovanissime come Marta Bassino e Karoline Pichler, nate gigantiste, potrebbero con il tempo allargare gli orizzonti anche alle prove veloci.

Fine settimana fortemente negativo per lo sci di fondo. L’unica nota lieta rappresentata da un Francesco De Fabiani sempre più completo e convincente non basta a salvare una squadra in questo momento prigioniera di dubbi e paure. Tradizionalmente gli azzurri raggiungono un buon stato di forma in occasione del Tour de Ski, tuttavia già da sabato a Davos servirà un cambio di passo deciso. Soprattutto al femminile, dove il divario dal resto del mondo sembra essersi ulteriormente allargato.

Pur senza eccellere, l’Italia conferma i progressi recenti nello speed skating. Andrea Giovannini, ormai costantemente tra i top15 al mondo nei 5000 metri, ha trascinato il team-pursuit ad un quinto posto incoraggiante (si sarebbe addirittura potuto attaccare il podio se Nicola Tumolero non avesse perso contatto nel finale). Migliora progressivamente la condizione di forma di Mirko Nenzi, tornato nel gruppo A dei 500 metri, ma ancora non al top nella distanza prediletta dei 1000.
Brillante nono posto per Davide Bresadola a Lillehammer nel salto con gli sci: il vento ha certamente favorito l’azzurro, cui va dato atto di aver saputo sfruttare al meglio e con coraggio una ghiotta occasione.

Notte fonda invece nella combinata nordica e nello skicross, due discipline dove al momento l’Italia rema faticosamente ai margini.

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federico.militello@olimpiazzurra.com

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