Hockey ghiaccio: bronzo sfumato per l’U20, tra i grandi Coach Zanatta predica ottimismo

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Fine settimana agrodolce per l’hockey su ghiaccio azzurro protagonista a Milano con il Blue Team e ad Asiago con la nazionale Under 20. Proprio gli azzurrini hanno visto sfumare la possibilità di salire sul podio dei Mondiali Under 20 di Divisione I Gruppo A perdendo malamente contro la già retrocessa Slovenia. Troppo soft l’approccio alla partita della squadra di Erwin Kostner, sotto già 6-2 dopo il primo drittel. La Slovenia non fa sconti all’Italia e gioca senza timori anche i due restanti tempi, andando a segno in altre tre occasioni per il definitivo 9-5.

Un po’ di rammarico c’è dunque per l’Italia che si è vista superare in classifica dalla Lettonia, battuta con una prova superlativa venerdì. Nel complesso tuttavia rimane positiva la rassegna iridata azzurra con una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo e un Giovanni Morini, non a caso eletto miglior giocatore del team, in grande spolvero.

Work in progress invece all’Agorà dove il Blue Team ha perso piuttosto nettamente le due amichevoli contro la Polonia. Coach Ivano Zanatta tuttavia dichiara di non essere preoccupato e punta al 2015: “Siamo qui per crescere e cercare di conoscersi meglio come gruppo e capire cosa abbiamo a disposizione guardando al futuro. Una cosa che ci importa come staff tecnico è che il movimento deve riuscire a creare qualcosa di importante intorno ai giocatori, dentro ma soprattutto fuori dalla pista, visto che abbiamo testato il fatto che possiamo avere ottimi tecnici capaci di migliorare il particolare, sia tecnico che fisico, e dobbiamo imparare a sfruttare queste possibilità che abbiamo a disposizione per allargare le nostre capacità di analisi ed avere giocatori in grado di competere a livello internazionale. Sono molto soddisfatto in particolare della seconda partita: la squadra ha fatto il possibile. Stiamo provando più giocatori per avere l’esatto quadro di quelli che si possono esprimersi ad un certo livello. Dopo l’EIHC in Ungheria e le due amichevoli di Milano ed i rispettivi ritiri, abbiamo provato complessivamente 60 giocatori. Uno sforzo notevole per non lasciare nulla al caso”.

Sulla stessa linea anche Stefan Mair che vuole mettere in risalto la disponibilità mostrata dai tecnici dei club: “Come staff abbiamo richiesto sia una valutazione tecnica ma soprattutto anche la possibilità di ogni singolo di inserirsi al meglio e quanto possa dare all’interno di un gruppo. Senza dubbio vogliamo avere una squadra composta di elementi che vogliano giocare per questa maglia e non magari ritrovarsi con giocatori che vedono un Mondiale come un modo per divertirsi o rilassarsi dopo il campionato”. 

Foto Carola Semino

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