Ginnastica, Italia: che 2014 è stato? Da 8 in pagella: novità, risultati storici, elementi, rientri e…

Italia-Mondiali-ginnastica-Nanning-3.jpg

Com’è stato il 2014 dell’Italia della ginnastica artistica? Lo valutiamo con un buon 8 in pagella visti i risultati storici con la squadra, pregevoli novità tecniche, i successi di Vanessa Ferrari, rientri e una prospettiva interessante verso gli anni a venire.

 

Il fantastico quinto posto ottenuto dalla squadra femminile ai Mondiali è il grande risultato della stagione. Si tratta della miglior performance ottenuta nella storia moderna, escludendo il quarto posto del 2007 che giunse grazie a un generoso regalo della Russia (il clamoroso 0 della Kramarenko al volteggio; non prendiamo in considerazione il bronzo conquistato nel 1950 e il quarto posto del 1954, perché oggettivamente era tutta un’altra ginnastica).

A Nanning le ragazze di Enrico Casella, a tre quarti di gara, erano addirittura in terza posizione: non era mai successo in tutta la nostra storia, un momento da raccontare e da riportare in tutti gli annali! L’ultima rotazione ci era sfavorevole viste le ostiche parallele, ma si è comunque arrivate a poco più di un punto da Russia e Romania, a un passo dalla medaglia di bronzo mai stata così vicino. Ma continuerò a ripetere: per me valgono più dell’oro.

Vanessa Ferrari, Erika Fasana, Martina Rizzelli, Giorgia Campana, Lara Mori e Lavinia Marongiu hanno realizzato una magia, lottando sostanzialmente alla pari con le grandi potenze della Polvere di Magnesio mondiale. Contando anche le innumerevoli assenze di peso (Ferlito, Mariani, Meneghini tra le più importanti) questa è una base stupenda su cui fondare il futuro verso le Olimpiadi di Rio.

Abbiamo portato, per la prima volta nella storia, due ginnaste nella Finale di specialità al corpo libero (Ferrari e Fasana), confermando la tradizione ormai abituale delle due ragazze nell’atto conclusivo dell’all-around.

L’obiettivo è naturalmente la qualificazione diretta alla rassegna a cinque cerchi: dovremo centrare la Finale ai Mondiali di Glasgow 2015 per staccare direttamente il pass, senza così passare per la tagliola del Test Event (in programma nella primavera 2016, con conseguente scombussolamento del calendario).
Sono da apprezzare le importanti evoluzioni tecniche dell’intero movimento. I doppi avvitamenti al volteggio sono ormai una certezza, una solida base voluta e ben allenata, per competere ad alto livello in campo internazionale: spesso e volentieri, con salti semplici, perdevamo subito contatto.

 

Il nostro corpo libero è tra i migliori al Mondo! Soltanto gli USA ci sono superiori (per punteggio e qualità) e la classifica parziale della rassegna iridata lo ha testimoniato: ci sono stati molteplici doppi tesi, Erika Fasana è diventata la prima italiana a esibire pubblicamente il Chusovitina e la seconda azzurra a portare in gara lo Tsukahara avvitato, l’artisticità e l’espressività di alcuni esercizi fanno buonissima impressione, esaltandosi anche in contesti della massima rilevanza.

Sulla trave non ci sono dubbi: è di tradizione il nostro miglior attrezzo, è ancora migliorabile, ma sarà sempre una solida base. Purtroppo sono arrivate alcune cadute ai Mondiali e agli Europei, ma sono insite proprio alla difficoltà dei 10cm.

C’è, invece, parecchio lavoro da fare sulle parallele. Alcune novità si sono già visti, ma è auspicabile vedere ulteriori upgrade, senza dimenticare che avremo delle specialiste di peso nella prossima stagione di sempre. E sapete a chi mi sto riferendo…

La gestione tecnica è apprezzabile, i tanti collegiali sono importanti e aiutano, le rivoluzioni previste per il 2015 (uso obbligatorio dei paracalli e bonus aggiuntivi per alcune difficoltà esibite nelle gare nazionali) daranno certamente una mano importante allo sviluppo e alla competitività dell’artistica italiana.

 

Capitolo infortuni. Abbiamo perso Elisa Meneghini proprio sul più bello, alla partenza per Nanning: la sua schiena ha dato problemi e ha estromesso la Campionessa d’Italia dalla competizione. Carlotta Ferlito ha dovuto affrontare dei problemi di salute e si è potuta vedere in pedana sono nel finale di stagione.

C’è però stato un graditissimo rientro, aspettato per 20 mesi. Enus Mariani, rimasta fuori a lungo, ha potuto finalmente riabbracciare le pedane. La Campionessa d’Europa juniores 2012 (ripeto: traguardo mai raggiunto da nessuna azzurra nella storia…) ha ripreso gli allenamenti determinata e decisa, per ritornare ai livelli che le competono e che in molti le hanno riconosciuto in quel di Bruxelles. All’Abierto Mexicano, sua prima gara da senior, ha mancato il podio per mezzo decimo di punto (nonostante una caduta e mezza), è stata premiata con il body da 10mila dollari conferitole da Nadia Comaneci e da altre icone della disciplina.

Sono convinto che nel 2015 (e oltre…) ci darà diverse soddisfazioni. Le sue parallele possono diventare il punto di riferimento in Italia e anche la completezza sui quattro attrezzi sarà molto importante per il movimento. Soprattutto perché ci sono verve, voglia di esprimersi al meglio e tante altre qualità umane e atletiche.

 

La ciliegina sulla torta è stata posta dalla solita Vanessa Ferrari che, a 24 anni, è salita nuovamente sul gradino più alto di un podio internazionale laureandosi Campionessa d’Europa al corpo libero (unica medaglia dell’Italia, tra rassegna iridata e continentale, conquistata in questa stagione), oltre a vincere una tappa di Coppa del Mondo (a Tokyo) nell’all-around, chiudendo al secondo posto nella classifica generale del circuito iridato.

Eterna, capace di riprendersi lo scettro dopo sette anni dalla prima (e unica) volta, sconfiggendo avversarie che erano delle bambine quando lei si trasformava in Reginetta del Pianeta.

Purtroppo la bresciana non è riuscita a ripetere l’argento conquistato ai Mondiali 2013, sbagliando qualcosina nell’atto conclusivo della manifestazione.

La nostra capitana si conferma il faro assoluto e imprescindibile della disciplina, trascinatrice della Nazionale ed esempio di molte, per longevità, voglia continua di migliorare e di vincere.

 

Tra le under 16 vanno soprattutto annotati l’argento sugli staggi conquistato da Iosra Abdelaziz alle Olimpiadi giovanili e le buone performance di Sofia Busato (che doppio avvitamento al volteggio!). Il 1° gennaio promuoverà alcuni elementi tra le grandi e vedremo se sapranno inserirsi tra le maglie della Nazionale maggiore (o seniores, come volete).

Rimane il neo degli Europei, in cui non siamo riuscite a brillare con la squadra: il sabato nefasto della finale a squadre (infarcita di errori e cadute, conclusa solo al quinto posto) pesa nel piatto delle medaglie e dei giudizi. Solo due finali conquistate, per lo più con una sola ginnasta, non è un fantastico risultato e certamente il peggiore degli ultimi 10 anni.

La gara e la giornata no ci stanno, ma vanno naturalmente sottolineate. Come vanno esaltate le prestazione favolose e così si è fatto ai Mondiali. Converrete anche voi che, tra quanto visto a Sòfia e quanto ammirato a Nanning, non ci sia stato davvero paragone.

 

Il bacino è sicuramente ampio, il più vasto che si sia visto a queste latitudini. Una scelta ampissima, da cui attingere per ogni singola gara e per ogni singola esigenza.

Il futuro è sicuramente roseo, possiamo guardare con fiducia al 2015 e all’anno olimpico ormai alle porte.

Vi rimando, invece, all’articolo di domani per le consuete pagelle di fine anno per ogni singola ginnasta.

 

(foto Vatteroni/Federginnastica)

Lascia un commento

scroll to top