Calcio – <i>Top&Flop</i> Serie A: la Roma c’è, Koulibaly pietoso

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I tre big match del 15esimo turno di Serie A non hanno deluso le attese, ridisegnando parzialmente la classifica e sorridendo anche a Lazio e Inter, vittoriose nelle proprie sfide. Con la lotta scudetto più viva che mai tra Juventus e Roma, si infiamma anche quella per il terzo posto. I migliori e i peggiori dell’ultima giornata.

 

TOP

La Roma insiste: frastornata dopo l’eliminazione dalla Champions League, la Roma non si scompone ed espugna il difficile campo del Genoa per 1-0 grazie a una perla al volo di un Nainggolan sempre più cuore della mediana giallorossa. Complice il pareggio (1-1) tra Juventus e Sampdoria ora la squadra di Rudi Garcia è a un solo punto di distanza dai bianconeri e, senza più il grande impegno europeo, può veramente concentrarsi (quasi) interamente sul campionato. Vittorie come quella di Marassi rinforzano il morale di un gruppo già ben coeso.

Le magie di Menez: musica pura a San Siro, come non si vedeva da tempo. Il francese fa il bello e il cattivo tempo contro il Napoli, aprendo le marcature e entrando anche nell’azione per il raddoppio di uno strepitoso Bonaventura. Si accende a tratti, vero, ma quando lo fa l’ex Roma e Psg è semplicemente devastante per qualsiasi difesa. Da applausi l’accelerazione per l’1-0, mentre nella ripresa spara alto dopo uno slalom nello stretto degno della miglior Mikaela Shiffrin.

Felipe Anderson: nella Lazio che vince, convince e vola al terzo posto in classifica brilla sì Mauri, in rete con una doppietta, ma è decisivo il trequartista brasiliano arrivato come potenziale fuoriclasse nella passata stagione e finalmente a suo agio dopo un lungo periodo di ambientamento non semplicissimo. Due assist e il peso qualitativo offensivo della squadra sulle spalle dopo l’infortunio di Candreva. E’ giovanissimo, può ancora crescer molto.

 

FLOP

Koulibaly non ne azzecca una: pochi acquisti si possono definire totalmente errati alla pari di quello del francese da parte del Napoli nella storia recente del campionato di Serie A. Contro il Milan – e non è la prima volta, anzi – l’ex Genk non ne combina una giusta: in ritardo sullo scatto di Menez per il vantaggio al 6′, mal posizionato in occasione del raddoppio rossonero. Zero sicurezza, goffo e impacciato: perché gioca ancora?

La noia di Parma-Cagliari: meglio due feriti che un morto, disse un giorno il portiere e capitano della Nazionale. E l’aforisma è colto in pieno da Donadoni e Zeman, che preferiscono non farsi del male per evitare spiacevoli sorprese. Al Tardini (0-0) vincono freddo, fischi e noia.

Cesena a secco: ha tutte le scusanti di questo mondo Di Carlo, appena giunto sulla panchina romagnola. Il Cesena, invece, adesso non ne ha più: 8 punti in 15 giornate sono un bottino poverissimo e la retrocessione sarà oltremodo complicata da evitare.

 

Di seguito i tre migliori giovani italiani dell’ultimo turno:

Manolo Gabbiadini (Sampdoria): l’attaccante blucerchiato di proprietà della Juventus ma a un passo dal Napoli (intrighi del mercato) fa male ai bianconeri punendo Buffon con un preciso sinistro dal limite a rientrare, la specialità della casa.

Andrea Belotti (Palermo): a volte basta poco per essere veri bomber. L’attaccante dell’under 21 azzurra entra all’89’ e un minuto dopo regala i tre punti ai siciliani sul Sassuolo.

Simone Verdi (Empoli): altra, ennesima prestazione convincente da parte del trequartista toscano, a secco contro il Torino ma tra i migliori nel pantano del Castellani.

 

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