Ciclismo: il duro inverno dei senza contratto

Ci sono nomi noti e meno noti, velocisti e scalatori, passisti e gregari. Tanti gregari, soprattutto: corridori onesti che hanno sempre svolto il loro mestiere in silenzio, faticando anche più degli altri. E oggi sono a spasso.

Già, nella prima settimana di novembre la fase calda del ciclomercato è alle spalle, ma tanti ragazzi non sanno nulla del proprio futuro. E se l’incertezza dovesse prolungarsi ancora, se non dovessero arrivare offerte credibili e concrete (“credibilità” e “concretezza” mancano talvolta a svariati progetti ciclistici), molti di questi atleti potrebbero chiudere il proprio libro dei sogni, archiviare la propria carriera e ripartire da zero, con un altro lavoro, un’altra vita. Difficile elencarli tutti, ma qualche nome spicca sicuramente sugli altri: escludendo Alessandro Petacchi, comunque vicino ad una firma ma il cui ritiro sarebbe ugualmente “dorato” vista la quantità e la qualità dei successi conseguiti, possiamo partire dalla A di Valerio Agnoli, laziale di ventinove anni, storico scudiero di Vincenzo Nibali. Quest’anno però l’Astana l’ha messo ai margini e ovviamente non gli ha rinnovato il contratto per il 2015: così, uno dei migliori esempi di “gregario” del nostro ciclismo è al momento appiedato.

Definizione simile e storia simile per Paolo Longo Borghini. No, non è solamente il fratello di Elisa: 34 anni da compiere a dicembre, gli ultimi quattro con la maglia verde acqua di Liquigas/Cannondale, sempre in testa al gruppo o sempre in coda a riempirsi di borracce, sempre pronto al sacrificio e al lavoro per gli altri. Non c’è spazio per lui in questo ciclismo. E al momento non c’è spazio nemmeno per Francesco Chicchi, velocista con 37 successi all’attivo, o per Davide Viganò, o per Omar Bertazzo, recentemente alfiere azzurro agli spettacolari Europei di derny, o per Manuel Belletti, vincitore anche di una tappa al Giro d’Italia. Se in questi giorni due ottimi corridori come Francesco Gavazzi ed Enrico Gasparotto sembrano vicinissimi a firmare (Gavazzi ha ufficializzato oggi con la Neri-Sottoli-Alè), per gli altri, compresi tutti quelli che qui non abbiamo citato, non si sa: a volte scelgono gli sponsor e non i direttori sportivi, a volte gli infortuni pesano come un macigno, altre volte le false promesse vengono tradite all’ultimo momento. E tanti ragazzi non certo milionari non sanno ancora cosa riserverà loro l’immediato futuro.

foto: proteam-astana.com

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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