<i>Il Lombardia</i> 2014, le pagelle: rivincita Dan Martin, Valverde sempre piazzato

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BERGAMO – Cinque classiche monumento e cinque vincitori diversi. Il 2014, per quanto riguarda il grande ciclismo, è ormai agli sgoccioli. Oggi si è disputata la 108^ edizione de Il Lombardia ultima grande classica della stagione: analizziamo le prestazioni dei corridori impegnati da Como a Bergamo con le consuete pagelle di OA.

MARTIN Daniel, voto 10: una sparata a 600 metri dalla fine che risolve la contesa. Dopo tanta sfortuna l’irlandese è finalmente riuscito a conquistare un successo  di prestigio e mettere nel palmares la seconda classica Monumento dopo la Liegi del 2013. Una buona gamba abbinata ad una splendida lettura tattica nel finale che gli ha permesso di anticipare tutti gli avversari più accreditati in caso di arrivo in volata.

VALVERDE Alejandro, voto 6: la media tra l’otto della prestazione agonistica e il 4 per le capacità tattiche. Favoritissimo per il successo a 600 metri dal traguardo si lascia scappare Daniel Martin: anche solo provando a riportarsi sulla ruota dell’irlandese, probabilmente, sarebbe riuscito a giocarsi il successo in una volata che ha poi dominato, ma solo per il secondo posto. Ancora una volta manca di generosità e attende che gli altri lavorino per lui. Coglie l’ennesimo piazzamento della carriera, nonostante abbia tutte le potenzialità per cogliere molti più successi.

RUI COSTA, voto 7,5: alla prima uscita senza la maglia di campione del mondo il portoghese difende al meglio i colori della Lampre-Merida. Sull’ultimo strappo è molto attivo e scollina tra i migliori. Nonostante la volata non sia il suo punto forte riesce comunque a conquistare un più che onorevole terzo posto, alle spalle di Martin e Valverde.

WELLENS Tim, voto 7,5: quarto, è tra le rivelazioni di questo Lombardia. Attacca a Bergamo alta, fa il vuoto ma viene ripreso. Nel finale ha comunque le forze per sprintare e chiudere quarto, ai piedi del podio. Corridore solido che da questo piazzamento potrebbe lavorare per fare il salto di qualità.

GILBERT Philippe, voto 6,5: non è il miglior Gilbert, ma quando parte fa male a tanti. È lui a creare la frattura decisiva sullo strappo di Bergamo Alta, ma non ha nelle gambe la forza per fare la differenza e involarsi verso il traguardo. Autore di un ottimo finale di stagione cui è mancato l’acuto.

RODRIGUEZ Joaquim, voto 5,5: prova anonima per il vincitore delle ultime due edizioni, che comunque riesce a chiudere nel gruppetto dei migliori. Non graffia e alla fine è ottavo.

ARU Fabio, voto 7: alla prima Monumento da capitano il sardo mette in mostra una personalità molto intraprendente. fa il forcing sull’ultima salita per provare a cogliere un successo per il quale, probabilmente, non è ancora abbastanza maturo.

KWIATKOWSKI Michal, voto 5,5: colpito da crampi a 12 chilometri dalla conclusione è praticamente costretto a fermarsi. L’esordio in maglia iridata non è dei migliori, ma a 24 anni ha sicuramente tempo per rifarsi e per conquistare la prima Monumento della carriera. Magari già dal 2015.

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Flowizm Flickr

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