<i>Il Lombardia</i> 2014: finalmente Daniel Martin! Che fucilata a Bergamo!

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BERGAMO – Dopo tanta sfortuna, Daniel Martin può finalmente esultare. Caduto alla Liegi-Bastogne-Liegi, al Giro d’Italia e al Mondiale di Ponferrada, il corridore della Garmin-Sharp ha conquistato la seconda classica monumento della carriera con una sparata a 600 metri dal traguardo che ha risolto la contesa e vincere Il Lombardia 2014.

Tiziano Dall’Antonia (Androni Venezuela), Francesco Gavazzi (Astana), Jeremy Roy (FDJ), Jan Polanc (Lampre Merida), Andrea Fedi (Neri Sottoli), Romain Guillemois (Europcar), Paul Voss (NetApp), Sergio Paulinho (Tinkoff Saxo), Matthias Brandle (IAM Cycling), AngeloPagani (Bardiani CSF) e Rubiano Chaves (Colombia) sono stati i primi a muoversi, andando a formare la fuga di giornata. Gli undici uomini, a lungo in testa alla corsa, hanno avuto un vantaggio massimo di 11′. Il gruppo, però, ha iniziato a recuperare con grande costanza e regolarità il gap creato nei primi chilometri di corsa. Sul passo di Ganda il gruppetto dei battistrada ha perso l’accordo che aveva caratterizzato la prima parte di corsa. Jan Polanc ha rotto gli indugi, seguito prima da Paulinho e successivamente anche da Andrea Fedi. A questi tre uomini, dopo qualche chilometro, si è accodato anche Rubiano Chaves.

Sul successivo strappo di Bracca, con il gruppo ormai ad un paio di minuti, Paulinho ha salutato i compagni d’avventura, prendendo la testa della corsa in solitaria, di fatto senza però serie ambizioni di poter arrivare al traguardo. Il primo a riportarsi sulla sua ruota, nella successiva discesa, è stato Andrea Fedi. Alle spalle di questo tandem si è formato un gruppetto interessante di contrattaccanti formato da Amets Txurruka (Caja Rural), Pietr Weening (Orica-GreenEDGE), Ben Hermans (BMC Racing Team), Mikael Cherel (AG2R) e Bauke Mollema (Belkin), che con il passare dei chilometri hanno raggiunto e staccato i componenti della fuga della prima ora.
Questi atleti si sono portati a poco più di un minuto di ritardo dalla testa della corsa all’attacco della salita di Berbenno, mentre il gruppo inseguiva a 2′.

Sulla penultima ascesa gli inseguitori si sono riportati sulla testa della corsa, creando ulteriore selezione: Weening ha forzato il ritmo, tenuto solo da un ottimo Ben Hermans. Diversi corridori, data la situazione, hanno provato a fuoriuscire dal gruppo. Il tentativo più importante è stato portato da Edoardo Zardini (Bardiani – CSF) e Alexander Kolobnev, primo atleta a muoversi del team Katusha, seguiti poi da altri corridori che sono andati a formare un gruppetto presto ripreso dal plotone lanciato ad altissima velocità.

L’unico a riportarsi sulla testa della corsa è stato il ceco Leopold Konig (NetApp – Endura), rientrato sulla testa della corsa alimentando la spinta degli attaccanti, che nel tratto di pianura prima dello strappo di Bergamo alta sono arrivati ad avere una ventina di secondi di margine sul gruppo principale, formato da una quarantina di corridori, tra i quali erano presenti tutti i favoriti della vigilia. A 11 chilometri dalla conclusione una caduta ha escluso dalla lotta  due corridori interessanti come Tom Dumoulin e Thibaut Pinot. Poco dopo anche il campione del mondo Michal Kwiatkowski ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di crampi che gli hanno impedito di tenere il ritmo tenuto da Giampaolo Caruso in gruppo.

Sulle prime rampe dello strappo decisivo Weening e Hermans, ultimi superstiti in testa alla corsa, si sono dovuti arrendere al ritorno dei big. Il primo a rompere gli indugi è stato Warren Barguil (Giant-Shimano), seguito poi da Tim Wellens (Lotto Belisol), che ha preso qualche metro di vantaggio sugli avversari. Il forcing prima di Fabio Aru e poi di Philppe Gilbert ha però chiuso lo strappo: una decina di corridori si sono avvantaggiati rispetto a tutti gli altri, con la maggior parte dei favoriti al comando della corsa per giocarsi il successo in volata. 

Con un copione già di fatto scritto, è servito un vero e proprio colpo di genio a mescolare le carte. In un momento di stallo, Daniel Martin ha colpito al cuore gli altri pretendenti al successo con una vera e propria fucilata a 600 metri dal traguardo. In un paio di pedalate è sembrato subito chiaro che nessuno sarebbe stato in grado di riprendere l’irlandese, sfortunatissimo nell’arco di tutta la stagione. Seconda posizione per lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar), sempre piazzato ma mai vincente quest’anno più che mai nonostante i favori del pronostico. terzo gradino del podio per Rui Costa (Lampre-Merida). Fabio Aru, miglior italiano, ha chiuso al nono posto, seguito da Rinaldo Nocentini decimo.

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Pagina Facebook Daniel Martin

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