Golf, al via le Final Series con il BMW Masters: in campo i Big Three

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30 milioni di dollari, quattro tornei, un solo re. La Race to Dubai entra nella sua fase più calda con la seconda edizione delle Final Series, i playoff che incoroneranno a Dubai il trionfatore della stagione dopo e tappe in Cina (due) e in Turchia. Ad inaugurare un mese infuocato sarà il Lake Malaren di Shanghai, dove andrà in scena un BMW Masters ($ 8.000.000) in cui si prevede grande equilibrio tra i big presenti in gara.

Il field, come da tradizione, è di livello naturalmente elevato, tuttavia mancheranno tre dei grandi fuoriclasse europei, Rory McIlroy, Sergio Garcia e Henrik Stenson. Senza di loro, la caccia al titolo conquistato da Fdez-Castaño lo scorso anno è quantomai aperta. Nessun vero favorito, nessun uomo da battere ma tanti fenomeni pronti a prendere il sopravvento. Tra i più quotati, hanno ottime possibilità l’inglese Justin Rose, il nord-irlandese Graeme McDowell e il francese Victor Dubuisson. Il primo torna sui green dopo le mirabolanti prestazioni offerte in Ryder Cup e cercherà di apporre il suo terzo sigillo stagionale, mentre GMac e Dubuisson cercano riscatto dopo la cocente delusione del World Match Play Championship, quando partivano da grandi favoriti. In un’ipotetica griglia di partenza, i tre sopraccitati appaiono un passo avanti alla concorrenza, ma per colmare il gap basterebbe poco a giocatori in grande spolvero come Joost Luiten e Mikko Ilonen, i finalisti del Match Play di due settimane fa. Se l’olandese si è ormai confermato su livelli d’élite, il finlandese sta vivendo una stagione sfavillante ed entrambi sembrano ormai pronti al grande salto di qualità della carriera. Ambedue hanno dimostrato la personalità giusta per poter primeggiare anche in tornei di primissimo piano, proprio come quello cinese. Vuole tornare sugli standard di Gleneagles, invece, Jamie Donaldson, un po’ spento dopo aver imbucato il putt della vittoria alla Ryder. Chi, invece, vuole dare continuità al proprio ottimo momento di forma è il danese Thorbjørn Olesen, vincitore una settimana fa in Australia dopo un lungo periodo buio.

Difficile che Fdez-Castaño riesca a ripetere il successo di un anno fa, considerando anche le grandi difficoltà incontrate dallo spagnolo in questo 2014. Potrebbero trovare gli spiragli giusti, invece, il suo connazionale Pablo Larrazabal e i sudafricani Ernie Els e George Coetzee. Tra gli statunitensi non spiccano grandi nomi, ma due come Ryan Palmer e Kevin Stadler hanno le carte in regola per giocarsi qualcosa di importante. Le stesse che avrebbero anche i fratelli Molinari, d’altronde. In particolare, Francesco ha dimostrato di avere un feeling speciale con la Cina e con il Lake Malaren, in virtù del secondo posto dello scorso anno, ma per Chicco sarà fondamentale trovare il giusto setup con il putt. È reduce dal taglio a Perth, invece, Edoardo, che vorrà riscattarsi subito e dimostrare di rispondere presente nei momenti importanti. Diverso il discorso per Matteo Manassero, ripiombato in un tunnel in cui la luce appare nuovamente troppo lontana. Il veronese dovrà sfruttare al meglio l’occasione di partecipare ad un torneo così pesante, per poter dare nuovamente slancio alla propria carriera.

 

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Federgolf

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