Ginnastica, Mondiali 2014 – Che show: Biles dominatrice, le big brillano. Le pagelle

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Nella giornata di ieri si sono conclusi i Mondiali 2014 di ginnastica artistica. A Nanning (Cina) è stato spettacolo per 10 giorni. Analizziamo i momenti clou della rassegna iridata, le ginnaste migliori, le squadre.

 

MONDIALI – Complessivamente si è visto un ottimo tasso tecnico, per l’intero arco della manifestazione. L’appuntamento clou della stagione non ha deluso le aspettative e ha regalato davvero il meglio agli appassionati di tutto il Mondo. L’organizzazione cinese è risultata impeccabile e la sempre gremita Guangxi Arena ha dato una bella dimostrazione di cosa significhi amare uno sport in una Nazione.

Non sono mancate le protagoniste, le sorprese, le emozioni, il pathos. Un Mondiale interamente coperto a livello mediale (le qualificazioni si vedevano tranquillamente su CCTV con qualche trucco, ora posso dirlo…), con addirittura la diretta streaming su Youtube per la prima volta nella storia.

E’ il Mondiale di Simone Biles che ha dominato come non si vedeva da tempo, è il Mondiale dell’ape che dà fastidio alla nuova Campionessa, è il Mondiale perso clamorosamente dalla Cina in casa, è il Mondiale dei pochi punteggioni ma delle grandi battaglie al vertice, è il Mondiale che ha rivisto il gradito ritorno delle suggestive prove a squadre, è il Mondiale delle topiche dei giudici (le consuete per motivi tecnici, con chi ha perso che trova sempre modo di protestare; clamorose alle parallele dove non si sono visti braccialetti ai polsi e assenza di dorsali per le cinesi), è il Mondiale della poca artisticità che fa fare un passo indietro sul sistema dei punteggi (ve ne parleremo nei prossimi giorni).

 

SIMONE BILES – Unica, inimitabile, l’originale. Autentica dominatrice, dall’inizio alla fine. Siamo di fronte a un fenomeno sportivo (non solo della ginnastica artistica) che andrebbe ammirato per le sue incredibile evoluzioni, esaltato per la sua capacità di spingersi fino ai limiti dell’umano. La statunitense si conferma Reginetta per il secondo anno consecutivo, numero riuscito solo alle grandissime della Polvere di Magnesio come Svetlana Khorkina (l’ultima, 2001-2003), Shannon Miller (ultima statunitense) e Larysa Latinina, la donna più medagliata in assoluto alle Olimpiadi.

La 17enne di Colombus conquista addirittura 5 medaglie di cui 4 d’oro, mancando il podio solo alle parallele asimmetriche (clamoroso errore in qualifica, ma difficilmente avrebbe realizzato l’en-plein). Trascina i suoi USA verso il bis del titolo conquistato a Tokyo, si laurea Campionessa del Mondo anche alla trave (fino a 12 mesi fa uno dei suoi attrezzi meno congeniali), bissa l’impresa al corpo libero nel giro di un’ora e il giorno prima solo la nordcoreana Hong le aveva impedito il tris al volteggio dove il suo vertiginoso Amanar non è bastato. Unica a sfondare i 60 punti nel concorso generale, una delle poche a realizzare over 15 come se fosse la cosa più semplice che ci sia.

 

LARISA IORDACHE – On fire per tutta la settimana feriale. Nel magico venerdì che incorona la Reginetta ci ha provato dall’inizio alla fine, credendo fermamente nell’impresa di sconfiggere la Biles. In quella giornata ha tirato fuori probabilmente la miglior prestazione della vita, arrivando a meno di mezzo punto dal fenomeno statunitense e mettendole pressione al corpo libero. Il meritato argento è il giusto premio alla sua caparbietà.

Ha trascinato la sua Romania nel concorso a squadre, facendo davvero tutto da sola. Sembrava quasi un Maradona dell’artistica, poco supportata dalle compagne (solo la trave di Munteanu), ma in grado di sfiorare il podio (a mezzo punto dal bronzo della Russia).

Nel weekend, però, ha fallito la sua gara ancora una volta. Alla trave, dove è universalmente riconosciuta come miglior interprete mondiale, è caduta per il secondo anno consecutivo chiudendo senza medaglia iridate. E dire che aveva stampato 15.5 e 15.1 nelle giornata precedenti. Bravissima a riscattarsi prontamente al corpo libero, con un argento inattaccabile dalle critiche altrui (come invece era successo nella finale all-around). Lo Tsukhara carpiato e il triplo avvitamento al volteggio sono dei veri cioccolatini deliziosi da ammirare…

 

ALIYA MUSTAFINA – Al netto delle critiche alzate da alcuni Nazioni (che, leggendo tra le dichiarazioni delle big del Mondiale, vengono sostanzialmente solo dall’Italia…) è stata davvero fenomenale! Aveva la febbre, era un po’ acciaccata fisicamente, era reduce da un’operazione in primavera, ha dovuto fare 12 esercizi in settimana prima delle finali (sostanzialmente solo come Ferrari e Iordache…) ma non ha mai ceduto. Altro che in fase calante dopo il concorso generale!

Come da sua abitudine non va via da un Mondiale senza aver mai vinto una medaglia individuale e anche questa volta mantiene la promessa che si è fatta: doppietta di bronzo a trave e corpo libero. Sui 10cm sfrutta le cadute altrui che alleviano l’assenza di un’esigenza del codice nella sua esecuzione; al quadrato si riprende una medaglia dopo le Olimpiadi 2012 (ad Anversa era stata eliminata in qualifica). E come due anni fa si alzano polemica dal fronte azzurro…

Da vera capitana si è messa sulle sue spalle tutta la Russia portandola al bronzo e davvero tutta la Nazione deve essere grata per avere in dote un fenomeno professionista di questo livello.

 

JINNAN YAO – Un Mondiale a due facce. Trionfa sì alle parallele per la gioia dei 10000 spettatori della Guangxi Arena, riscattando la caduta di Anversa e confermandosi la miglior interprete sugli staggi a livello mondiale, ma forse ci si aspettava qualcosina in più. Non ha brillato nella finale a squadre, nella finale all-around è caduta al corpo libero ma non è mai sembrata in piena lotta per l’argento che in molti le vedevano al collo e poi è caduta anche alla trave dove poteva essere da podio. Si consola con l’importante (sì!) Premio Eleganza che le regala un bellissimo orologio Longines e un consistente assegno.

 

KYLA ROSS – La costanza premia. Non avrà le difficoltà sufficienti (anche se ha dichiarato che finalmente le aumenterà), ma la sua eleganza e la sua perfetta esecuzione la premiano con il bronzo all-around quasi inaspettato. Diventa la prima donna americana ad aver vinto l’oro a squadre sia alle Olimpiadi che ai Mondiali!

UN JONG HONG – Dopo sei anni torna sul gradino più alto del podio! Spettacolare la nordcoreana che trionfa al Mondiale dopo l‘apoteosi alle Olimpiadi 2008, battendo sul campo (ed è una delle poche) Simone Biles con due buoni salti al volteggio e sfruttando le più alte difficoltà rispetto all’avversaria.

YAWEN BAI, HUANG HUIDAN, MYKAYLA SKINNER, DARIA SPIRIDONOVA – Sono le altre ragazze medagliate delle Finali di specialità. Le cinesi si prendono gli argenti a trave e parallele: Huidan, già Campionessa del Mondo, rispetta il pronostico sugli staggi; Yawen sfrutta un po’ le maglie allargatisi sui 10cm. Spettacolare Skinner al volteggio, poi peccato per lei l’esito al corpo libero. La russa si fa invece grande alle parallele replicando il bronzo degli Europei.

ASHTON LOCKLEAR – Si è abbondantemente notata la mia preferenza nei confronti della statunitense. Ho sperato fino in fondo che si concretizzasse la sua favola, perché sarebbe stata una pagina di autentica magia nel mondo dello sport. Fino a due mesi fa non la conosceva nessuno, neanche il più grande fanatico di artistica stelle e stelle. Ad agosto, quando spuntò fuori agli US Classic, anche i commentatori rimasero a bocca aperta. Brillò nelle competizioni nazionali, conquistò il body per la rassegna iridata, vola in finale ma poi la 16enne non riesce a salire sul podio per 17 maledettissimi millesimi.

 

USA – Semplicemente la Nazione più forte. Vincono la prova a squadre con sette punti di vantaggio e un dominio esagerato, sebbene non abbiano schierato la miglior formazione possibile causa infortuni e ritiri. Trascinati da una Biles stellare conquistano il medagliere femminile e lo show di Simone serve anche per vincere il medagliere generale (quello che conta), in faccia ai cinesi: emozione che non ha prezzo!

CINA – Poteva e doveva andare meglio. Mai in gara nel concorso a squadre, dove hanno sì conquistato l’argento ma non giganteggiando. A secco nel concorso individuale (come a Tianjin 1999), solo un oro e tre medaglie complessive nelle specialità. Hanno steccato quando contava, sentendo troppo la pressione.

RUSSIA – Da Nazione blasonata ha fatto il suo conquistando il bronzo. Aliya Mustafina eterna, ma bravissima anche Daria Spiridonova. Peccato per Maria Kharenkova che ha mancato l’ingresso alla Finale alla trave.

ROMANIA – Erano senza Diana Bulimar, con una squadra di livello troppo basso per i loro standard. Brava Larisa Iordache a salvare la bandiera.

 

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(foto USAGym)

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