Ciclismo: Parigi-Tours, poi tutti a casa

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Sì, ci saranno ancora una corsa in Belgio, la Japan Cup e l’immancabile corsa a tappe in Cina, ma l’ultimo “vero” appuntamento della stagione ciclistica è la Parigi-Tours in programma domenica.

La gara non fa parte del calendario World Tour perché, nello stesso periodo, si preferisce il Tour of Beijing (…), tuttavia non ha perso sfarzo e importanza: ai tempi, la Parigi-Tours rappresentava l’appuntamento per velocisti della rimpianta Coppa del Mondo, garantendo una prestigiosa occasione alle ruote più veloci. Salvo rare eccezioni, infatti, l’albo d’oro della classica francese presenta unicamente sprinter, pur adatti a tenere anche su altri terreni: Rik Van Looy e Freddy Maertens, Erik Zabel e Nicola Minali, Alessandro Petacchi e Oscar Freire sino ad arrivare a John Degenkolb, vincitore un anno fa davanti al danese Morkov e al francese Dèmare (nel 2012, invece, lo splendido successo di Marco Marcato).

Degenkolb ci riproverà anche quest’anno lungo i 237 km, con poche difficoltà altimetriche, del percorso: il tedesco vuole riscattarsi dopo un Mondiale che sembrava disegnato su misura per lui, nel quale tuttavia non è riuscito ad essere competitivo a causa di un serio problema fisico che lo aveva limitato nelle ultime settimane. Oltre che con gli imprevedibili tentativi da lontano e con le azioni da finissuer (Boom? Chavanel? Voeckler?), il velocista della Argos-Shimano dovrà vedersela con altri colleghi di un certo rango: dallo stesso Dèmare a Greg Van Avermaet, da Gerald Ciolek a Giacomo Nizzolo, di fatto unica vera speranza azzurra considerata l’assenza delle squadre italiane.

Foto: pagina Facebook John Degenkolb

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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