Beach volley, Marta Menegatti, dulcis in fundo. “A un passo dalla storia ma finalmente sul podio con Vicky”

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Hanno aspettato l’ultimo Grand Slam per fare il botto e salire su quel podio che inseguivano da oltre un anno. Marta Menegatti e Viktoria Orsi Toth hanno chiuso la stagione dei Grand Slam (alla fine ufficiale manca ancora il torneo argentino) con un secondo posto che vale oro, anche se un pizzico di rammarico resta per quei match ball non concretizzati nel tie break, per quella rimonta subita nel secondo set di una finale giocata e persa sul filo di lana contro due “santone” del beach come Larissa e Talita.

A mente fredda il dispiacere di non essere riuscite ad ‘entrare nella storia’ come avete scritto a più riprese voi giornalisti, c’èspiega Marta Menegatti – La possibilità c’è stata ma tornerà, ne sono certa e dovremo farci trovare pronte a coglierla. Spiace un po’ ma siamo consapevoli di essercela giocata fino in fondo, di avere dato tutto e di avere espresso una qualità di gioco elevata che era la nostra preoccupazione principale quando le cose non andavano così bene. Ora il difficile sarà mantenerlo questo livello perché quando di mezzo c’è la qualificazione olimpica nessuna delle atlete in campo è disposta a scherzare o a mollare qualcosa e bisogna farsi trovare sempre pronti”.

Marta Menegatti è ben consapevole che il percorso per arrivare a questo punto era pieno di ostacoli e difficoltà, del resto anche il primo podio della “premiata coppia” Menegatti/Cicolari arrivò al quindicesimo torneo del World Tour assieme. Menegatti e Orsi Toth hanno fatto centro al sedicesimo. “Bisogna dare tempo al tempo, per Vicky era la prima stagione intera nel World Tour ed era normale che ci fosse qualche difficoltà, per me era la prima vera stagione da ‘veterana’ e ho pagato anche io dazio a questa nuova condizione. Secondo me abbiamo fatto un percorso nella norma, con qualche buona partita e qualche down che però non ci ha abbattuto, come non ci hanno toccato più di tanto le critiche che piovevano da più parti. Forse i due quarti posti dello scorso anno sul finire della stagione avevano creato un po’ di aspettative attorno a noi ma alla fine abbiamo dimostrato che non era un caso e se si va a guardare nel complesso la nostra è stata una stagione in crescendo, con i risultati di Klagenfurt e San Paolo che hanno sicuramente reso il bilancio positivo”.

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Marta Menegatti sposta la sua analisi sul piano tecnico. “Abbiamo acquisito, non senza qualche sussulto, sicurezza in noi stesse e nel nostro gioco, abbiamo trovato sempre maggiore sintonia e l’intensità e velocità di esecuzione di certi colpi mostrate a San Paolo sono arrivate di conseguenza. Per me sono cambiate molte cose. Rispetto a prima, ora tutto il gioco delle rivali è spostato su Vicky che è cresciuta tantissimo sia in ricezione che in attacco. A San Paolo abbiamo commesso pochissimi errori ed era un orgoglio leggere le statistiche a fine gara ma il motivo di orgoglio più grande è stato non abbattersi quando in estate le cose non funzionavano. Abbiamo dimostrato a noi stesse di avere una grande forza d’animo e ci siamo tirate su a vicenda, senza mai fare drammi quando arrivavano sconfitte o eliminazioni inattese e deludenti”.

Marta Menegatti racconta un episodio legato alla finale di San Paolo. “In tutti i tornei del Grand Slam si gioca la finale nella stessa giornata delle semifinali e dunque hai poco tempo per pensare nel caso tu arrivi in fondo. A San Paolo no, c’è stata una giornata intera tra semifinale e finale ed evidentemente l’agitazione ci ha giocato un brutto scherzo. Quando sono scesa in campo mi è venuto un forte mal di testa, inusuale per me che non soffro di cervicale o emicrania. Per non preoccupare Vicky non le ho detto nulla, poi durante la gara mi è passato. Quando è finita la partita Vicky si è avvicinata e mi ha detto ‘Non so te, ma prima di giocare avevo un mal di testa fortissimo’. Siamo simili anche nel vivere certe emozioni. E’ stato un torneo bellissimo, San Paolo anche se mi è sembrato di giocare per un mese. La partenza non esaltante e poi le vittorie, il sole e il brutto tempo che si alternavano, le partite diluite, una al giorno per tre giorni. Sembrava quasi di giocare le Olimpiadi”.

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Tra due mesi Greta Cicolari tornerà in campo con una nuova compagna (ancora sconosciuta) ma Marta Menegatti non tradisce particolari emozioni. “Le faccio in bocca al lupo, per me sarà un’avversaria come un’altra”.

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