Ginnastica, le PAGELLE del 2013: come sono andate le italiane?



Penultimo giorno dell’anno. Dopo aver stilato un bilancio sommario e un’analisi sulla stagione della ginnastica artistica italiana (clicca qui per leggerlo), ora è arrivato il tanto atteso momento delle pagelle. Con voti e argomentazioni, vediamo come si sono comportate le nostre ragazze in questo 2013.

 

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VANESSA FERRARI: 10. Una stagione favolosa! Il 2013 le porta in dote una carica agonistica superlativa, le restituisce vigore, la voglia di spaccare il Mondo. Come un’Araba Fenice risorge dal pianto amaro di Londra 2012 e medita il riscatto: uscirà qualcosa di meraviglioso.

Costruisce il suo piano mattoncino su mattoncino. Ad Anversa vola come une libellula, le sue ali scintillano, il suo sorriso brilla e conquista una medaglia d’argento favolosa e storica al corpo libero, tornando sul podio iridato sei anni dopo l’ultima volta, migliorando addirittura il bronzo che conquistò al quadrato magico nel 2006. Senza dimenticare che ha concluso l’all-around iridato al sesto posto, un risultato che non vedeva proprio dal biennio magico.

Domina ai Giochi del Mediterraneo, diventando la donna più medagliata di sempre (a livello individuale). Il livello era davvero basso, ma sorride per l’oro individuale (trasmesso in DIRETTA ESCLUSIVA su Olimpiazzurra), trascina la Nazionale al titolo, domina al corpo libero.

In Coppa del Mondo strappa due terzi posti e sale sull’ennesimo podio, il penultimo che le mancava a una carriera infinita. Ora le resta solo quello Olimpico…

L’unico neo è l’infortunio patito a Jesolo cadendo alla trave e che le ha compromesso gli Europei (fuori da tutte le finali).

 

CARLOTTA FERLITO: 9. Un’ottima annata per la siciliana che è riuscita a coniugare i diversi impegni di una vita sempre più intensa: dalla ginnastica, al jet-set (con i Kid’s presentati a Los Angeles), passando per la maturità superata brillantemente fino ad arrivare al suo libro “Cosa penso mentre volo”, ormai diventato un bestseller.

La stagione si può dividere sostanzialmente in due parti. Un avvio complicato, con l’attacco influenzale ad Ancona qualche ora prima dell’avvio della Serie A, la classica di Jesolo saltata per volare oltreoceano, poi gli Europei dove non è riuscita ad agguantare una medaglia, alla vigilia alla sua portata. A Mosca, il suo esercizio alla trave non le ha consentito di andare oltre al quarto posto: le è mancato il bronzo a causa di alcune piccole imprecisioni ed è lei stessa a essere la più amareggiata, tanto che ha poi dichiarato di aver pensato al ritiro dopo quella gara.

Si è poi rimessa in carreggiata alla grande e si è messa in testa di entrare in finale di specialità alla trave. La missione era difficilissima, ma la 18enne è riuscita nell’impresa. A quel punto poteva anche essere soddisfatta per essere stata la quarta italiana a entrare in finale iridata negli ultimi 60 anni, ma ha sognato anche una medaglia. Che poteva anche arrivare, se fosse stata valutata correttamente e se non ci fosse stato il ricorso della Biles…

Ha capito nuovamente di essere una buona all-arounder e di avere in tasca tutti gli esercizi, chiudendo al ridosso della top ten ai Mondiali.

Le medaglie internazionali non le sono mancate grazie alle belle prestazioni agli Internazionali di Francia.

 

GIORGIA CAMPANA: 8,5. Il voto sarebbe stato più alto se non fosse arrivato quel dannato infortunio al gomito che le ha impedito di lottare fino in fondo per un body azzurro ai Mondiali.

Nella prima metà di stagione, però, la romana è stata letteralmente superlativa. Si è riscoperta all-arounder di altissimo livello, imbroccando sei mesi di alto vertice grazie a una preparazione invernale perfetta. Ha guidato la Olos al podio finale in Serie A (sul campo), è stata la migliore a livello individuale nelle finali di campionato a Firenze, a Jesolo ha ben figurato e si è meritata alla grande gli Europei. A Mosca ha agguantato una bellissima finale alle parallele asimmetriche, concludendo meritatamente al quinto posto e sognando addirittura una medaglia per un paio di minuti.

Ai Giochi del Mediterraneo si è letteralmente scatenata facendo incetta di medaglie. A Mersin è sì arrivata la delusione sugli staggi (solo bronzo), ma ha vinto l’oro alla trave. Ecco, proprio i 10cm sono stati la rivelazione della stagione per la 18enne: il suo D Score è eccellente, primeggia tra le azzurre, e si è ritrovata grande anche su questo attrezzo.

 

ELISA MENEGHINI: 8+. Primo anno da senior completato con successo. Nella prima tappa di Serie A1 si carica la Gal Lissone sulle sue spalle e la porta al successo. Lo scudetto, il terzo consecutivo per la società brianzola, passa ampiamente per le sue mani.

Agli Europei è bravissima, non paga l’emozione, e onora alla grande il suo secondo body azzurro (in Coppa del Mondo a Tokyo ha pagato lo scotto della prima volta): conclude al sesto posto nel concorso generale, dietro solo alle due russe, alle due rumene, e alla veterana Steingruber; alla trave agguanta una bella finale, dove non riesce ad attaccare il podio causa caduta. A Jesolo è stata la migliore delle italiane, mentre agli Assoluti non ha concretizzato le aspettative della vigilia.

Apprezzabile e condivisibile la scelta di concentrare la seconda parte di stagione sugli allenamenti e sui miglioramenti per la prossima stagione.

 

FRANCESCA DEAGOSTINI: 7,5. Che recupero! La milanese è stata fuori pedana praticamente per un anno e mezzo dopo gli infortuni e le operazioni della passata stagione, ma non ha demorso e ha creduto fino all’ultimo di poter tornare in corsa. Il tutto nonostante una importante crescita in altezza, che ha sicuramente cambiato qualcosa nel suo modo di fare ginnastica, ma che non le ha impedito di confermarsi ad altissimi livelli.

La 17enne ritorna in gara al Trofeo Massucchi ed è abile a riprendersi subito il body azzurro. Debutta ai Mondiali, pimpante e convinta, alla sua prima partecipazione iridata e figura alla grandissima, con un importante 11esimo posto alla trave (sarebbe stata terza riserva se non esistesse la regola dei passaporti). Soprattutto è riuscita ad entrare nel codice dei punteggi, grazie alla sua fantasiosa entrata alla trave: certo è una semplice A, ma è sempre un onore vedere impresso il proprio nome nella Bibbia della Polvere di Magnesio. Ora avrà modo di ritornare ancora più al top gareggiando per la Brixia Brescia in Serie A1.

 

TEA UGRIN: 9 (ponderato sulla sua giovane età). La triestina che conferma di avere nelle gambe davvero qualcosa di eccezionale. Una ginnastica di altissimo livello, elegantissima, lineare, con delle buone difficoltà. Fa saltare il banco ad Ancona e si laurea a sorpresa Campionessa d’Italia, vera outsider, da juniores, come non accadeva dal 2005 (Vanessa Ferrari).

Conquista un bellissimo bronzo alle parallele asimmetriche agli EYOF. A Utrecht ci si aspettava qualcosina in più soprattutto nel concorso generale, ma era importante fare esperienza a livello internazionale (seconda uscita col body delle azzurrine dopo i trionfali Europei 2013). Quanto visto in Olanda, però, è la riprova che se Tea è in giornata non ce n’è per nessuno.

La 15enne deve semplicemente trovare un po’ di continuità, proprio come successo agli Assoluti, perché ha in tasca dei picchi eccezionali (e questo lo ha già dimostrato). Confidiamo molto sulla sua trave.

 

ADRIANA CRISCI: 7,5. A 31 anni ha la voglia di una ragazzina. Dopo praticamente 10 anni di inattività è riuscita a tornare ai vertici nazionali in una sola stagione: dal trionfo ai Campionato di categoria nel dicembre 2012 alla convocazione per i Mondiali.

La torinese era l’unica che a settembre aveva nelle gambe il doppio avvitamento al volteggio ed era lo stesso esercizio (forse ancora migliore) di quello che aveva esibito alle Olimpiadi di Sidney 2000! Ha poi ben figurato a Jesolo e agli Assoluti ha mancato la medaglia al volteggio causa “dimenticanza” dell’aggiornamento del regolamento (non si può abortire una rincorsa).

“Gallina vecchia fa buon brodo”, il motto che le piace tanto. Non ci voleva il dannato infortunio patito al Massucchi: ad Anversa avrebbe lottato fino in fondo per una finale alla tavola…

 

GIULIA LENI: 10 (alla carriera). La senese ha annunciato il proprio ritiro dall’attività agonistica (o ci ripenserà ancora?), ma proprio in questa stagione ha pescato i migliori risultati della carriera.

Incredibile bronzo al volteggio ai Giochi del Mediterraneo, dove veste per la prima volta il body azzurro tra le grandi, anticipato da un tris di bronzi agli Assoluti Italiani, a conferma di un’ottima ginnastica. Saluta con brio, sorrisi, ilarità e simpatia, caratteristiche che la contraddistinguono. In bocca al lupo per gli studi in medicina.

 

ERIKA FASANA: S.V. L’infortunio alle tibie la blocca ancora e non le lascia respiro. Sembrava aver recuperato dal ko post-olimpico, ma i sintomi si sono ripresentati dopo i Campionati Italiani. La comasca ha partecipato solo a tre tappe di Serie A, presentando degli esercizi facilitati; ha partecipato con dei buoni risultati al Trofeo di Jesolo e ha cercato anche di lottare per un body azzurro in ottica Europei. Da poco è tornata ad allenarsi a pieno regime e speriamo di recuperarla al meglio per il 2014: il suo talento non è in discussione.

 

ELISABETTA PREZIOSA: 7-. Ha iniziato benissimo la stagione: la ginnastica era sostanzialmente la stessa, ma si è ripresentata in pedana con più sicurezza nei propri mezzi, più solida e motivata a fare bene. Lo spettacolare 14.900 alla trave, ottenuto alle finali di Firenze (dove ha vinto lo scudetto con la GAL Lissone), ha messo in difficoltà Enrico Casella per le convocazioni agli Europei e la sua mancata chiamata provocò qualche delusione. Si riscatta agli Assoluti dove diventa reginetta alla trave.

Partecipa ai Giochi del Mediterraneo, ma a Mersin delude. Sulla carta, però, perché solo qualche giorno dopo si scopre che ha gareggiato con un infortunio. Un risentimento che poi le ha impedito di lottare per volare ad Anversa (sarebbe stata comunque durissima). In Turchia manca l’accesso alla finale sui 10cm, ma conquista comunque un bronzo al corpo libero (non conferma l’oro di Pescara 2009, ma era impossibile vista la presenza della Ferrari).

 

ENUS MARIANI: Nove, se valutassimo solo i primi tre mesi dell’anno. Le prime cinque uscite dell’anno sono state superlative (Serie A e Jesolo). Poi ha dovuto abbandonare la pedana e il busto che ha dovuto tenere fino a settembre ha sicuramente inciso parecchio sull’ultima stagione da juniores per la nostra più grande promessa.

Ricordiamo ancora quella Campionessa Europea che a Jesolo provava a tenere il passo del stellina Key (colei che ha stravinto i Campioni statunitensi con punteggi da medaglia olimpica), le strappava l’oro alle parallele e impediva agli USA di fare l’en-plein, che guidava la sua Pro Lissone in campionato, che a Padova presentava un vertiginoso 6.1 di D Score alle parallele. La aspettiamo nel 2014, tra le grandi, perché ha davvero il passo delle grandi della Polvere di Magnesio.

 

MARTINA RIZZELLI: 8 (ponderato sulla sua giovane età). Che oro pazzesco agli EYOF! La comasca lustra al meglio gli staggi e confeziona la grandissima sorpresa della ginnastica artistica italiana a livello internazionale in questo 2013. La crescita della 15enne è stata esponenziale, ha confezionato una maturità importantissima e ha in tasca davvero degli ottimi esercizi.

Il suo volteggio è tra i migliori in Patria e sono stati decisivi in diverse tappe di Serie A1, per vincere a Padova e per contenere il potere della GAL Lissone.

 

CHIARA GANDOLFI: 7. La romana è bravissima a pescare la giornata della carriera e a vincere un bellissimo oro alle parallele asimmetriche ai Giochi del Mediterraneo, dove è tornata a vestire il body azzurro dopo due anni di assenza (mancava dai Mondiali di Tokyo 2011). Contribuisce alla conquista dell’oro a squadre, svolgendo al meglio il compito che le era stato richiesto.

ARIANNA ROCCA: 7. Campionessa Italiana al volteggio e a sorpresa medaglia d’argento alla trave. Si comporta benissimo in Serie A1 con la neopromossa Forza e Virtù di Novi Ligure. Fa parte della Nazionale sperimentale a Jesolo e a Vigevano. Peccato per gli errori al Campionato di Categoria.

 

ALESSIA LEOLINI: 6. Primo anno da senior, subito convocazione ai Mondiali. La toscana ha davvero delle grandissime potenzialità, in allenamento risulta sempre tra le migliori, poi però risente tantissimo la pressione della gara e si emoziona. Questo ha sicuramente inciso sulla sua prestazione ad Anversa, ma per la 16enne era fondamentale fare esperienza.

LARA MORI: 6,5. Bravissima anche lei a tornare in pedana dopo l’operazione dello scorso dicembre. Si è rimessa in carreggiata abbastanza velocemente e ha avuto coraggio a scendere in campo già alle finali di Serie A1 per salvare la sua Ginnastica Giglio. Agli EYOF si è dimostrata in grande crescita, acciuffando la finale all-around. Tra due giorni diventerà senior e la aspetta una grandissima stagione.

 

Una menzione di merito per: Martine Buro, capace di mettersi in luce a Jesolo e a Vigevano, prima di vincere il Campionato di categoria; Sara Ricciardi, ritornata dopo una lunga degenza; Sofia Busato, Serena Bugani, Pilar Rubagotti, Alessia Praz brave a mettersi in luce.

 

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