Vuelta 2013: in vista un weekend di fuoco

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Secondo e ultimo giorno di riposo alla Vuelta 2013, che si sta confermando come la corsa a tappe più impegnativa, perlomeno per quanto riguarda il profilo strettamente altimetrico, degli ultimi anni.

Il trittico pirenaico degli ultimi giorni, che aveva fatto seguito ad una serie di tappe comunque già impegnative, non ha infatti esaurito le montagne: domani l’arrivo di Burgos chiama i (pochi) velocisti o le fughe, giovedì, venerdì e sabato, invece, ci saranno le ultime tre occasioni per riscrivere la classifica generale prima del carosello di Madrid.

Il Vincenzo Nibali sbucato ieri sulla cima di Aramón Formigal non ha rassicurato gli appassionati italiani: per la prima volta in queste due settimane abbondanti di corsa, lo Squalo ha dato l’impressione di essere vulnerabile. La graduatoria gli sorride ancora, ma 28” su un Horner che sta dimostrando una grande tenuta e 1’14” su un Valverde in crescita non rappresenta certo un margine di sicurezza: se è vero che, delle tre giornate in arrivo, quella di sabato con il terribile Angliru spaventa di più, già Peña Cabarga, in programma giovedì, potrebbe dire tanto sul reale stato di forma di Nibali e degli altri big. Si tratta della classica salita “brutale”, relativamente breve (5.9 km) con pendenze asfissianti (9.2% medio che si inerpica fino al 20): un’ascesa disegnata su misura per Purito Rodríguez, certamente non da escludere dai giochi per il successo finale (è a 2’29” dal leader). Sul Naranco, venerdì, difficilmente ci saranno grandi distacchi, ma potrebbero tornare molto utili quegli abbuoni tanto più importanti alla luce di una classifica ancora così corta. Insomma, per Nibali la strada verso Madrid è ancora lunga e dura.

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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