Volley, Europei 2013: le pagelle di Italia-Russia

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Ieri sera all’Italia non riusciva l’impresa contro i campioni olimpici della Russia e si doveva accontentare dell’argento agli Europei 2013 di volley maschile. Di seguito le pagelle degli azzurri scesi in campo.

 

CUORE, PASSIONE, GRINTA: 10. Sono le tre grandi qualità di una squadra immensa, infinita, sorprendente e meravigliosa. Arrivata a giocarsi la finale tra mille difficoltà, afflitta da infortuni, continuando a cambiare sestetti. Perdendo con il Belgio nel girone (ma è stato un bene), superando la Bulgaria in semifinale (per la terza volta in un anno). Gioco spumeggiante e frizzantino, grinta da vendere, passione da tutti i pori. Ci si è dovuti inchinare solo di fronte allo strapotere di una Nazionale ancora troppo forte per noi (ma non abbiamo deragliato).

 

ERRORI IN BATTUTA: 2. La vera mancanza tecnica dell’incontro. Il fondamentale che spesso ci ha salvati, questa volta ci ammazza letteralmente e ci impedisce di giocare davvero alla pari contro i maestri. 23 errori dai9 metri sono una quantità epocale, un numero che si commenta da sé: troppi punti regalati alla squadra più forte del Mondo non ammettono repliche.

 

LUCA VETTORI: 8. Vero salvatore della Patria e futuro di questa Italia. Il terzo set è tutto suo, con una serie impressionante di attacchi che disintegrano la ricezione avversaria. Varietà di colpi spettacolari: parallele, diagonali, pallonetti. I russi faticano a capirci qualcosa per quasi due set e proprio in quel frangente l’Italia riapre la finale. Bassa la percentuale in attacco (44%), che spiega le difficoltà a trovare continuità di gioco e davvero troppi gli errori in battuta, diventati poi un vero macigno. Inspiegabile quando viene sostituito nel quarto set…

 

IVAN ZAYTSEV: 5. Caso vuole che l’Italia vince il terzo set e lui non sia in campo. Una coincidenza. Lo Zar fatica a carburare, fatica troppo in ricezione (ripasserà sicuramente il fondamentale in inverno per farsi trovare pronto nella prossima stagione) e il suo gioco ne risente. In attacco non brilla praticamente mai: attacca addirittura 20 palloni e solo tre si trasformano in punto…

SIMONE PARODI: 4. La sua presenza in campo è praticamente nulla. Non riesce a tenere testa agli avversari, produce solo quattro punti e non svolge al meglio il suo compito di banda. La sua scarsa vena realizzativa (16%) mette in seria difficoltà Travica che deve cambiare spesso compagno.

CRISTIAN SAVANI: 5. Rientra dall’infortunio, con grande grinta si rende protagonista dell’incontro, e riesce a piazzare quattro punti importanti nel secondo e nel terzo set. Poi crolla alla distanza. I tre falli di piede al servizio, i sei errori complessivi ai9 metri sono una mazzata per la squadra che non si rialza più.

 

DRAGAN TRAVICA: 7. Ha provato a variare il gioco affidandosi a tutto il suo fronte d’attacco. Quando ha capito che solo Vettori poteva seriamente aiutarlo ha servito solo lui, giustamente. Birarelli lo ha supportato con le prime. Ma spesso è stato il palleggiatore in prima persona a andare al di là della rete: tantissime seconde e ben sette punti messi a segno, con tre pregevoli muri.

 

THOMAS BERETTA: 5. Sbaglia proprio l’incontro più importante di tutto l’Europeo. Questa prima finale importante sarà di esperienza per un futuro radioso. Troppo forte Muserskiy per essere arginato seriamente.

EMANUELE BIRARELLI: 6,5. Al centro prova a fermare seriamente i russi, a volte con successo come nel terzo set. Alla lunga, però, il compito si fa arduo se non si è supportati. Sforna 11 punti importanti che ci tengono a galla in diversi frangenti dell’incontro.

SALVATORE ROSSINI: 6. La media tra alcuni brutti errori e alcuni salvataggi incredibili

 

MAURO BERRUTO: 9. Maiuscolo in questi tre anni: argento agli Europei 2011, bronzo alle Olimpiadi 2012, bronzo alla World League 2013. Manca l’oro. Questo è il livello dell’Italia: Russia e Brasile sono lontanissime, noi continuiamo a giocarcela con Serbia, Bulgaria, Polonia.

Il coach torinese porta in dote i meriti di aver “scoperto” Vettori e Beretta, i due giovani che hanno rivoluzionato questa squadra: uno in panchina in Serie A1, l’altro addirittura in Serie A2. Criticarlo sarebbe un delitto sportivo.

Solo due domande: perché togliere Vettori nel suo momento migliore? Perché privarsi di Zaytsev quando Parodi e Savani non riuscivano a ingranare? Nel Paese del tutti cittì, come lo definisce giustamente lui, arriverà sicuramente una risposta.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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