Biathlon, Christian Martinelli in esclusiva: “Bene fin da subito per andare a Sochi”

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Intervista esclusiva con uno dei nostri biatleti azzurri, il 30enne Christian Martinelli, che si appresta ad iniziare la sua settima stagione con i colori della nazionale.

Siamo alla vigilia della stagione invernale e quindi alla conclusione della preparazione, come ti senti?

“Al momento la forma migliore è ancora lontana, ma c’è tempo 2 mesi per tirare a lucido il motore e raddrizzare la mira”.

Come valuti il tuo piazzamento ai campionati italiani estivi (settimo sia nella sprint che nell’inseguimento)?

“Ai campionati italiani ho colto un settimo posto non incoraggiante, ma esaminando la gara qualcosa di buono l’ho trovato”.

Al momento la squadra di Coppa del mondo prevede tre atleti (Lukas Hofer, Dominick Windisch e Pietro Dutto). Tu, Markus Windisch, Christian de Lorenzi, Daniel Taschler e Micheal Galassi avrete spazio nelle varie tappe?

“A novembre ci saranno le selezioni per i restanti due posti di Coppa del Mondo, storicamente a inizio stagione riesco sempre a esprimermi su buoni livelli. Speriamo che anche quest’anno sia così in modo da poter giocare al meglio le mie carte”.

L’obiettivo quest’anno è concentrato su Sochi. La tua preparazione è concentrata verso marzo o per fare bene fin da subito per guadagnarti un posto in Coppa del Mondo?

“L’obiettivo è quello di andare alle Olimpiadi per far bene, ma non essendo in squadra purtroppo siamo costretti a far bene fin da subito. Perciò l’obiettivo principale è far bene fin da subito, per poi poter lavorare in Coppa del Mondo in vista delle Olimpiadi”.

Come è il tuo approccio al poligono? Sei soddisfatto della tua carabina e della tua percentuale al tiro? Sono ormai diversi anni che sei un professionista nella categoria seniores, come è cambiato secondo te il biathlon in queste ultime stagioni?

“Il mio approccio al poligono è cambiato di molto dall’anno scorso, prima ero più un cavallo pazzo che pensava poco e agiva d’istinto. Le mie percentuali in Coppa del Mondo l’anno scorso son state buone, ma si può sempre migliorare, perchè ormai nel biathlon di oggi bisogna andare a tutta e sparare alla grande sia bene che veloce”.

Quale tra le diverse gare (sprint, inseguimento e individuale) si addice di più alle tue caratteristiche?

“La gara che preferisco è l’inseguimento ma non è quella che mi si addice di più: è semplicemente quella che mi ha permesso di vincere un titolo italiano, una ibu cup e il 17esimo posto dell’anno scorso ad Anterselva. Non ho una gara preferita e nemmeno una che non mi piace: so di poter far bene in tutti i format anche se la concorrenza è alta”.

Su quali giovani atleti e atlete azzurri scommetteresti per il futuro?

“In Italia c’è un discorso sui giovani che non mi piace per niente: siamo in pochi biatleti e bisognerebbe tutelare di più i buoni atleti, invece a 25 anni ti considerano vecchio e ti mettono ai margini. I giovanissimi che sicuramente faranno bene arriveranno, ma ora bisogna lavorare bene con il materiale umano a disposizione. Se proprio vuoi un nome ti do quello di Lisa Vitozzi, se manterrà le aspettative farà grandissime cose”.

Quale pista preferisci tra quelle in cui hai gareggiato?

“La mia pista preferita è Kontiolathi: durissima con belle salite. In realtà non esistono piste belle o brutte, il tutto è legato ai risultati: se si fa bene in una località, quella diventerà sicuramente la miglior pista del mondo!”.

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