Pozzato e Mondiale, perchè sì e perchè no

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Due successi nell’ultimo mese e una forma che sembra finalmente arrivata a supportarlo. Filippo Pozzato è questo e molto altro, un corridore di classe ma spesso incostante e inconsistente quando da lui ci si aspetta molto. Le ultime prestazioni hanno sollevato il dibattito: Pippo può andare al Mondiale di Firenze?

PERCHÈ SÌ

Forma: il corridore della Lampre sta sfoderando ottime prestazioni e non sembrava avere una condizione atletica di questo tipo dalla scorsa primavera, quando sfiorò addirittura la vittoria nel Giro delle Fiandre, beffato soltanto da un Tom Boonen in stato di grazia. Tornando ancora più indietro si dovrebbe tornare al Mondiale di Geelong, quando fece il diavolo a quattro e in salita e fu l’ultimo ad arrendersi a Philippe Gilbert, come sempre il più forte sulle cotes. La volata di rimonta su Giacomo Nizzolo, velocista quasi puro, al GP Plouay ne è una prova lampante, senza considerare i grandi nomi (Hushovd, Viviani e non solo) che sono rimasti alle sue spalle.

Possibilità concrete di vittoria: per quanto Pozzato non sia un considerato un vincente, nell’arco della carriera ha portato a casa diversi successi di un certo spessore nelle corse di un giorno, cosa che, per esempio, non ha fatto Vincenzo Nibali. Lo spunto in volata di Pozzato, abbinato alla sua resistenza in salita, potrebbero permettergli di rendere difficile la vita delle altre squadre, che sarebbero obbligate a staccarlo per non ritrovarselo in volata, dove potrebbe diventare anche il favorito numero uno se la corsa non dovesse essere troppo dura.

Fiducia: quell’arma che potrebbe veramente cambiare Pozzato. La testa, spesso e volentieri, può fare brutti scherzi, ma sfruttando la spinta positiva delle ultime uscite il vicentino potrebbe trovare quell’equilibrio capace di dargli una marcia in più nelle fasi topiche della corsa.

Fondo: dopo 270 chilometri sono pochi quelli che riescono ad essere ancora efficienti e Pozzato è uno di questi. Abituato a combattere sulle pietre della Roubaix e sui muri delle Fiandre non teme la distanza e la fatica, una componente sempre presente nelle classiche di primavera a lui tanto care. 

PERCHÈ NO

Percorso: nessuna novità, il percorso non è adatto a Pippo. Eppure, potrebbe anche non rivelarsi così indigesto come potrebbe sembrare. La salita di Fiesole potrebbe certamente farsi sentire, ma 4 km al 5% permettono di stare bene a ruota, dove Pozzato dovrebbe rimanere per tutti i 10 giri del circuito. Lo strappo di via Salviati, invece, verrà preso di slancio, e non è più lungo di 800 metri, per quanto possa essere duro. Anche a Plouay il finale presentava un’ascesa di quel tipo, e il finale lo conosciamo… L’ostacolo più duro potrebbero essere i quasi 4000 metri totali di dislivello, troppi, forse, per uno come Pippo.

Incompatibilità con Nibali: inutile girarci attorno. Se l’Italia vuole fare la corsa per Vincenzo deve correre per lasciarlo arrivare al traguardo da solo dopo aver staccato tutti. Questo, però, metterebbe automaticamente fuori gioco Pozzato, che in salita non potrebbe reggere un ritmo forzato al fine di fiaccare tutti gli avversari più temibili.

Imprevedibilità: non è assolutamente detto che il giorno del Mondiale sia una giornata positiva e Pozzato non è nuovo a controprestazioni anche nell’arco di un breve periodo di tempo. Questo potrebbe giocare a svantaggio suo e della nazionale.

Foto: Bettini Photo

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

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6 Replies to “Pozzato e Mondiale, perchè sì e perchè no”

  1. Gianluca Santo ha detto:

    Nemmeno ai tempi di Bettini avevamo un solo capitano, basti pensare al 2008, quando Ballan, Cunego e Rebellin sono andati all’attacco lasciando indietro il Grillo. Adesso non possiamo proprio permettercelo, quindi credo sia giusto puntare su più corridori in grado di fare bene

  2. Luca46 ha detto:

    Puntare su un unica punta è sempre rischioso, un alternativa non farebbe male. Bettini sono convinto sceglierà per il meglio.

    1. Marco Regazzoni ha detto:

      Hai perfettamente ragione. Io sinceramente, a questo punto, andrei con quattro punte: Nibali, Pozzato, Ulissi e Visconti. Più un regista alla Paolini e altri quattro incursori in grado anche di fare i gregari, tipo Pirazzi, Aru, Santaromita e Battaglin.

      1. Luca46 ha detto:

        La tua è indubbiamente sulla carta una formazione molto buona, ottima. Abbiamo diversi corridori che mi sembrano in forma e vista la crono di oggi anche Pozzovivo potrebbe giocarsi qualche chances per la maglia. Certo è che devono essere chiare le gerarchie. Bettini deve essere bravo a mettere tutti daccordo. Nibali dev’essere l’unica punta poi ci possono essere corridori come quelli che hai citato tu Pozzato, Ulissi e Visconti che se la corsa si mette in un certo modo e se stanno bene si possano ad un certo punto giocare le loro carte. Bisogna però a mio avviso che accettino un ruolo di out-sider. Anche se su Ulissi nutro qualche dubbio alla distanza. Paolini ci vuole comunque sia per l’esperienza e perchè è praticamente il prolungamento di Bettini dentro al gruppo.

        1. Marco Regazzoni ha detto:

          Esatto, la definizione dei ruoli sarà ancora più importante delle stesse convocazioni. E’ un po’ lo stesso problema che avrà Salvoldi nel femminile, dove abbiamo almeno sei potenziali capitane, ma chiaramente non tutte potranno giocarsi le loro carte.

          1. Luca46 ha detto:

            Già … meglio averne di questi problemi comunque. Quest’anno mi sento particolarmente eccitato.

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