Mondiali canoa velocità. Italia, ci sono le basi per fare bene

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“Ricostruire dalle fondamenta” – aveva detto il d.t Mauro Baron alla vigilia di questi Mondiali. Monumenti come Scarpa, Bonomi, Rossi e Idem, che hanno portato lustro allo sport azzurro per tanti anni, non ci sono più ma le basi per rivitalizzare il movimento esistono.

Partiamo da Sergiu Craciun, moldavo con passaporto rumeno e azzurro dal 2010. Con lui tutto il settore della canadese ha compiuto un salto di qualità incredibile, raccogliendo risultati impensabili sino a qualche anno fa. Quando si parla di canadese è impossibile non menzionare Dezi e La Macchia, gli unici italiani in grado di salire sul podio a cinque cerchi a Roma 1960. A 29 anni l’azzurro del C.K. Academy può considerarsi il miglior elemento della nazionale.

Sulla scia di Sergiu sta crescendo il fratello minore Nicolae che insieme a Daniele Santini si è già tolto la soddisfazione di salire sul trono europeo under 23. I due hanno chiuso la finale del C2 200 al nono posto, dimostrando di essere competitivi anche tra i senior.

Bene anche Giulio Dressino, capace di disputare la finale B nel K1 1000 (specialità olimpica) nonostante la giovane età. Si sono fermati alla finale C invece Mattia Roson e Manfredi Rizza, specialisti rispettivamente del C1 200 e del K1 200. Per prendere parte alla finalissima la strada è ancora lunga ma gli azzurri hanno il talento per riuscire nell’impresa in futuro.

Futuribile anche il K4 di Nicola Ripamonti, Albino Battelli, Mauro Crenna e Luca Piemonte che ha mancato la finale davvero di un soffio. Un K4 1000 in grado di qualificarsi ai Giochi Olimpici da la possibilità di schierare altre due barche corte. Un motivo in più per puntare su questo quartetto, magari supportato da atleti come Benassi e Ricchetti per creare una sana competizione e avere stimoli interni. I due esperti pagaiatori non hanno brillato nel K2 1000, terminando l’avventura mondiale con l’ottavo posto in semifinale.

Non ci si poteva attendere di più dal settore femminile. Nel 2007, sempre a Duisburg, qualificammo all’Olimpiade il K4 femminile. Si pensava a un futuro roseo ma i piazzamenti degli ultimi anni, Idem a parte, hanno detto il contrario. Sul bacino tedesco il miglior risultato è stato ottenuto da Sofia Campana; la 23enne originaria di Latisana, con una semifinale caparbia, non è arrivata lontana dalla finale del K1 500. L’età media delle ragazze è bassissima, ora non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di migliorare anno dopo anno.

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francesco.drago@olimpiazzurra.com

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