Olimpiadi 2020: Istanbul, Madrid o Tokyo?

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Siamo oramai giunti ad uno dei momenti più attesi dell’anno per gli appassionati dei Giochi Olimpici: tra qualche ora a Buenos Aires, in Argentina, il CIO deciderà quale città ospiterà le Olimpiadi del 2020, o meglio i Giochi della XXXII Olimpiade.

Le tre città rimaste in lizza sono Istanbul (Turchia), Madrid (Spagna) e Tokyo (Giappone). Vediamo quali sono i pro e i contro di ognuna di queste candidature.

La scelta di Istanbul rappresenterebbe una novità assoluta: la Turchia non ha mai ospitato i Giochi Olimpici ed è un Paese emergente che fa sentire sempre più la sua voce nel panorama politico-economico globale. Allo stesso tempo, però, il Paese è stato colpito da forti ondate di protesta contro il governo di Recep Tayyip Erdoğan e le manifestazioni sono spesso state represse in forma violenta. Inoltre la Turchia ha mostrato grandi lacune organizzative in occasione dei Giochi del Mediterraneo, svoltisi quest’anno a Mersin.

Tokyo ed il Giappone sono invece strettamente legati alla storia dei Giochi Olimpici. La prima volta che i Giochi furono assegnati al Paese del Sol Levante fu addirittura nel 1940, quando i nipponici avrebbero dovuto organizzare sia la rassegna estiva, proprio a Tokyo, che quella invernale, a Sapporo. Poi, però, scoppiò la seconda guerra mondiale, ed il Giappone dovette aspettare Tokyo 1964 per divenire il primo Paese asiatico ad ospitare le Olimpiadi. Successivamente il Giappone ospitò anche le edizioni invernali del 1972, a Sapporo, e del 1998, a Nagano. Questa scelta rappresenterebbe quindi un ritorno alla tradizione dopo l’edizione di Rio ed un premio per un Paese che oramai è costantemente tra le potenze sportive mondiali e che è riuscito a risollevarsi rapidamente dalla tragedia di Fukushima. Allo stesso tempo non mancherebbero di certo le polemiche per l’esposizione “forzata” degli atleti e degli spettatori alla radioattività, che di certo non sarà scomparsa nel 2020. A giocare contro il Giappone c’è anche l’assegnazione alla Corea del Sud dei Giochi invernali del 2018: difficilmente il CIO potrà assegnare due edizioni consecutive all’Asia.

La città di Madrid non ha mai ospitato i Giochi, visto che l’unica edizione spagnola delle Olimpiadi si svolse a Barcellona nel 1992. La vittoria della capitale iberica rappresenterebbe un premio per un’Europa che, pur perdendo peso specifico nella politica sportiva, resta pur sempre il continente numero uno nello sport (ad esempio, a Londra 6 delle prime 10 nazioni del medagliere erano europee). Madrid ha inoltre già tentato di organizzare le Olimpiadi in altre occasioni, e questa potrebbe essere finalmente la volta giusta. A giocare contro la Spagna c’è la crisi economica che continua ad imperversare nel Paese, ma è difficile fare previsioni economiche sul 2020.

In conclusione, la nostra favorita per la vittoria è Madrid, in quanto sembra essere la candidata che presenta meno punti negativi. Inoltre una vittoria di Madrid rappresenterebbe una vittoria dell’Europa, il che dopotutto conviene anche all’Italia, sia per motivi politici che sportivi.

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giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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