Mondiali canottaggio: l’Italia c’è e sogna in grande

oa-logo-correlati.png

Una settima fa Giuseppe Abbagnale aveva pronosticato tre medaglie nelle specialità olimpiche. 3,5 per la precisione, tenendo conto della statistica che vuole la metà delle barche in finale sul podio. Alla fine della rassegna iridata coreana sono arrivate due medaglie, un bottino simile ai campionati del mondo degli ultimi anni (clicca qui per il confronto).

Tuttavia sarebbe sbagliato soffermarsi soltanto sulle medaglie. Quello che si è visto a Chungju è una nazionale che sta assimilando il metodo La Mura: una partenza a tutta per poi cercare di mantenere un passo sostenuto e tenere negli ultimi 500 metri. “Ora tutti partono forte, all`italiana; più della metà degli equipaggi che vincono sono in testa ai 500 metri” sentenziò il direttore tecnico azzurro qualche mese fa. Il doppio pesi leggeri Micheletti-Ruta in finale ha condotto la gara in questo modo, crollando tuttavia nella parte finale.

Il tempo per progredire c’è tutto: i giovani che hanno raccolto tanto a livello giovanile hanno dimostrato di essere subito competitivi tra i senior. Pensiamo al quattro senza Lodo-Perino-Paonessa-Vicino, agli stessi Ruta e Micheletti o al due senza Di Costanzo-Castaldo. Alla fine il remo azzurro ha piazzato ben otto barche olimpiche nei primi sette posti. Due di queste raggiunte a livello femminile (clicca qui per il commento del ct Romagnoli), con la storica medaglia d’oro di Milani-Sancassani. Dopo i successi a livello europeo anche Stati Uniti e Nuova Zelanda si sono rese conto del potenziale di queste ragazze.

Il medagliere che tiene conto di specialità olimpiche, non olimpiche e paralimpiche ci vede al primo posto con otto medaglie per 24 equipaggi. Tra questi otto allori piace ricordare quello ottenuto dal quattro con LTA misto composto da Paola Protopapa, Lucilla Aglioti, Tommaso Schettino, Omar Airolo (Canottieri Gavirate) e dal leggendario timoniere Giuseppe Peppiniello Di Capua e quello del due di Vincenzo Abbagnale, Luca Parlato e del timoniere Enrico D’Aniello. Non sarà più armo olimpico ma un Abbagnale sul gradino più alto del podio fa sempre un certo effetto.

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook

Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo

Clicca qui per seguirci su Twitter

francesco.drago@olimpiazzurra.com

Lascia un commento

Top