Judo: il bilancio conclusivo dei Mondiali

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I Mondiali 2013 di judo, svoltisi nella settimana appena terminata in quel di Rio de Janeiro (Brasile), hanno come sempre offerto interessanti spunti di riflessione. Proviamo quindi a riassumere quanto abbiamo visto in questi sette giorni.

Il judo sta diventando sempre più uno sport universale, con 23 Paesi che hanno ottenuto almeno una medaglia e tutti i continenti, tranne l’Oceania, che sono andati a podio. Sono 37, poi, i Paesi che hanno ottenuto almeno un piazzamento tra i migliori otto.

Questa globalizzazione del judo, che lo pone alle spalle unicamente di atletica e nuoto, si traduce anche con delle maggiori difficoltà per la potenza storica di questo sport, il Giappone. Pur aggiudicandosi il medagliere con 9 medaglie e 4 ori, i nipponici hanno dimostrato di avere difficoltà soprattutto nelle categorie di peso superiori, e non sono riusciti a conquistare nessun titolo individuale al femminile, come non accadeva dal 1991. A Parigi, due anni fa, il Giappone era stato preceduto dalla Francia nel medagliere, ma in totale aveva ottenuto ben 17 medaglie!

La Francia si conferma sui suoi livelli abituali, ovvero in seconda posizione alle spalle del Giappone, se si esclude l’exploit parigino del 2011. Ai Giochi di Londra, i francesi avevano ottenuto sette medaglie di cui due d’oro, un risultato ripetuto qui, con l’aggiunta di una medaglia a squadre. L’ultima volta che la Francia aveva ottenuto otto medaglie in una competizione internazionale era stato proprio a Rio de Janeiro nel 2007: nei mondiali di Parigi, infatti, pur avendo vinto sei ori, la Francia si era fermata a sette podi. All’interno di questo bilancio, spicca ovviamente il sesto titolo mondiale individuale di Teddy Riner.

A parte il Giappone e la Francia, l’unico altro Paese ad aver vinto più di un oro è Cuba: Idalys Ortiz e Asley González, già medagliati a Londra, si sono fatti carico di una nazionale molto solida, come dimostrato dal bronzo a squadre femminile, ma anche dai cinque piazzamenti tra il quinto ed il settimo posto.

Il Mondiale dei padroni di casa del Brasile è stato buono, ma non ha rispecchiato le migliori attese dei tifosi locali. I brasiliani non hanno beneficiato troppo del fattore campo, ottenendo un solo titolo mondiale con Rafaela Silva, anche se il totale di sette medaglie resta ragguardevole e ben augurante in vista dei Giochi del 2016.

Per la Mongolia la competizione si era aperta con un oro e un argento, ed è anche finita lì. Nei sei giorni successivi i mongoli non hanno ottenuto nessuna medaglia, conseguenza forse di una stagione troppo stressante, che li ha visti combattere (e spesso vincere) praticamente in tutte le competizioni esistenti in giro per il pianeta.

Tra le delusioni parziali va annoverata anche la Georgia, che ha vinto il suo unico oro nella gara a squadre maschile. I georgiani erano reduci dalla vittoria del medagliere agli europei, ma non sono riusciti a conquistare neanche un titolo individuale.

Peggio hanno fatto la Corea del Sud e la Russia, due delle potenze storiche del judo, incapaci di andare oltre le medaglie di bronzo individuali, alle quali i russi hanno aggiunto un argento a squadre.

Di questo mondiale resteranno anche gli ori storici di Majlinda Kelmendi, prima rappresentante del Kosovo ad ottenere un oro mondiale nello sport, e di Yarden Gerbi, prima donna israeliana a laurearsi campionessa iridata nel judo, ma anche l’addio alle competizioni della grande Lucie Décosse.

Per l’Italia il Mondiale si è chiuso con zero medaglie e nessun piazzamento nei migliori otto. Le prestazioni più incoraggianti sono venute dalle donne, soprattutto da Valentina Giorgis e da Edwige Gwend. Tra gli uomini il panorama appare invece alquanto desolato, con Domenico Di Guida unico ad essere capace di vincere un incontro.

I risultati dei Mondiali di judo:
DAY 1
DAY 2 DAY 3  DAY 4  DAY 5 DAY 6 DAY 7
MEDAGLIERE INDIVIDUALE
MEDAGLIERE COMPLESSIVO

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