Giro di Toscana: polemica sicurezza, le atlete protestano nell’ultima tappa

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Che il ciclismo femminile non venga considerato alla stregua di quello maschile da parte di federazioni, organizzazioni e mass-media è purtroppo una triste verità, nonostante le ragazze si impegnino esattamente quanto i ragazzi e, anzi, nel caso italiano ottengano molti più successi. Ma che le stesse atlete non possano aver garantito il rispetto dei minimi standard di sicurezza durante le corse è assolutamente inaccettabile.

Sin dal prologo, e per tutti i cinque giorni di gara, il plotone si è dovuto confrontare con strade sconnesse e soprattutto con la mancata chiusura del traffico veicolare: automobili e camion venivano semplicemente fermate poco prima del passaggio del gruppo principale, e in questo modo le cicliste staccate si trovavano a dover compiere un pericolosissimo slalom tra i mezzi. La carenza di motostaffette ha fatto il resto: le atlete avevano inoltrato, tra sabato sera e domenica mattina, una protesta ufficiale all’organizzazione a nome dell’ACCPI (ovvero l’Assocorridori, con Elisa Longo Borghini e Marianne Vos in prima fila), ma non avendo visto alcun miglioramento hanno deciso una dura protesta per l’ultima frazione. Tutte le squadre straniere, ad eccezione della TIBCO-To the Top, oltre alla Faren-Kuota e alla BePink si sono ritirate prima del via da Lucca, lasciando in gara una decina di team e una cinquantina di ragazze.

La maggior parte delle italiane ha invece scelto di gareggiare comunque per “onorare la memoria di Michela Fanini, a cui è intitolato il Toscana” – spiega ad Olimpiazzurra la veronese Valentina Scandolara. “Comunque, di fatto non abbiamo fatto gara e abbiamo lasciato sfilare per prime sul traguardo le sei ragazze della Fanini-Rox”. Per quel che vale, la classifica finale del Giro di Toscana è stata appannaggio, a fronte del ritiro della Vos e delle altre, della bavarese Claudia Häusler davanti a Tatiana Antoshina, Francesca Cauz e alla stessa veneta della Cipollini-Alè-Galassia.

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Fotografie Hommersom

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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