Mondiali Firenze 2013: Italia squadra di riferimento nel femminile

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Quattro titoli nelle ultime sei edizioni e un totale di sette podi rappresentano un indizio molto significativo sul ruolo che la nazionale femminile azzurra dovrà rivestire nella prova élite di sabato.

Il pedale rosa sta affrontando un momento di profondo ricambio generazionale, ma da un lato le più esperte sono ancora nelle condizioni di piazzare la stoccata vincente e le giovani hanno già accumulato una dose di esperienza e di successi internazionali tale da renderle già protagoniste assolute. Quello che stupisce maggiormente della selezione portata a Firenze dal ct Edoardo Salvoldi è la grande quantità di alternative pronte per ogni situazione di corsa: Giorgia Bronzini, alla luce del passato e soprattutto della stagione attuale, sarà senza dubbio il faro della squadra, essendo una sprinter irresistibile che comunque è cresciuta moltissimo anche in quanto a resistenza su tracciati impegnativi; ma la piacentina non è da sola. Tatiana Guderzo ha vissuto un’annata intensa e ricca di successi, inoltre è da sempre abituata a fare molto bene quando ci sono medaglie in palio; a Rossella Ratto forse manca ancora lo spunto vincente data la giovanissima età, ma la regolarità con cui si è stabilmente mantenuta nelle prime 6-7 posizioni in ogni corsa disputata è davvero incredibile. Noemi Cantele non ha avuto un’estate facile, tuttavia ha l’esperienza per cavarsela in ogni situazione di corsa e saprà sia essere utilissima alle compagne, sia giocarsi eventualmente le proprie chance; discorso simile per Elisa Longo Borghini, bronzo iridato in carica, anche lei reduce da qualche mese perlomeno travagliato. Valentina Scandolara ha fatto brillare più che mai la sua stella nell’ultimo periodo ed è un’atleta capace di piazzare il colpo di mano in ogni momento; Francesca Cauz e Susanna Zorzi si sono imposte all’attenzione di tutti rispettivamente con uno strepitoso Giro Rosa e con la conquista del titolo europeo, dunque sapranno senz’altro essere d’aiuto alla causa azzurra.

Ripetere i fasti del recente passato, tuttavia, non sarà affatto facile. Di Marianne Vos si è detto tutto in svariate occasioni, ma vale la pena di osservare come, da un lato, salga costantemente sul podio iridato da quanto è passata tra le élite, ovvero dal 2006, e dall’altro come l’Olanda abbia comunque una selezione molto forte, con atlete plurivincenti in stagione che potrebbero persino dire la loro qualora la cannibale-ipotesi quantomai remota-non sia in giornata di grazia: Ellen Van Dijk e Annemiek Van Vleuten sono due esempi su tutte. Nelle altre nazionali ci sono poi Villumsen e Stevens, Burchenkova e Worrack, Johansson e Armistead che vorranno senz’altro dire la loro: nessuna di queste, però, può contare su una squadra ben organizzata come quella azzurra o quella olandese, ma non sarà facile tagliarle fuori dalle posizioni di vertice.

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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