Chris Horner, l’uomo dei record

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Forse solo Jeannie Longo, che ancora due anni fa-alla veneranda età di 53 anni-vinceva titoli nazionali francesi, può essere un termine di paragone accettabile per Chris Horner.

Chi mai avrebbe messo lo statunitense tra i favoriti della Vuelta a España? Nessuno, per una semplice questione anagrafica: quasi 42 anni sono troppi per competere per la classifica finale di una corsa di tre settimane. Anzi, erano troppi, perché Horner ha riscritto la storia. A differenza di Nibali e degli altri contendenti, lo statunitense, nato nella base di Okinawa il 23 ottobre 1971, si è preparato unicamente per la corsa iberica, e non ha mai fatto mistero di puntarvi. Certo, al di là dell’età, il suo palmarès finora non gli lasciava molte speranze: al massimo aveva chiuso al nono posto il Tour de France 2010. Eppure, il corridore della RadioShack ha dimostrato, giorno dopo giorno, di avere una condizione strepitosa, di non puntare a qualche successo parziale, ma di avere nel mirino il bersaglio più grosso.

Ha stupito tutti per la facilità di pedalata in salita, per quello stile perennemente “fuori di sella” da scalatore fantasioso e spettacolare. Ha realizzato tempi da record, VAM da record, visto che ormai la velocità ascensionale media è il dato considerato con maggiore attenzione nell’analisi delle prestazioni di un corridore. Ha compiuto un’impresa senza precedenti…e come tutte le imprese, quando si parla di ciclismo, ha attirato su di sé una nube di sospetti.

Già, perché forse ormai questo magnifico sport ha bisogno di mediocri per essere credibile, e non di campioni, e non di imprese. Forse, tutto ciò che va fuori dall’ordinario è automaticamente sporco, disonesto, illegale. E’ doping. Solo il tempo dirà se questi sospetti hanno un qualche fondamento. Per l’ennesima volta, però, occorre ribadire un concetto alquanto semplice: se bisogna guardare ad ogni performance ciclistica con il punto interrogativo, si fa prima a spegnere la televisione. Perché o si crede in questo sport e nell’onestà-chiaramente fino a prova contraria-di chi lo pratica, oppure ci si dedica ad altro. 

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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foto Bettini

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