Canottaggio, il ct Romagnoli: “Questo è soltanto l’inizio”

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Il responsabile del settore femminile Claudio Romagnoli ha detto la sua sui Mondiali appena conclusi:

“Questo mondiale è stata la prima tappa del percorso previsto dal ‘Progetto Azzurro’ del quale io rappresento, per quanto riguarda l’attività agonistica del settore femminile, l’esecutore e il Capo Settore. Un percorso che ci dovrà portare alla qualificazione olimpica del 2015.  All’interno del mio settore ci sono due gruppi, la coppia e la punta. Il primo è già una realtà con la medaglia vinta in una barca olimpica da Elisabetta Sancassani e Laura Milani le quali, partendo da un percorso iniziato lo scorso anno, sono riuscite ad interpretare la nuova metodologia di allenamento fisiologico e tecnico ed arrivare, ben preparate, a questo appuntamento mondiale di alto livello. Una barca che ha dimostrato grande valore sia durante tutta la stagione agonistica e sia durante le gare del mondiale nella consapevolezza finale di aver raggiunto un risultato storico e prestigioso sia per loro che  per l’Italia il quale ci inorgoglisce tutti.

A questo risultato va aggiunta la medaglia di bronzo, vinta dal quattro di coppia pesi leggeri, unitamente al risultato di prestigio ottenuto dal quattro di coppia senior. Per quest’ultima barca, come pure per il doppio senior, c’è ancora del lavoro da fare per ottenere il miglioramento adeguato ad affrontare una competizione di alto livello.

 Per quanto riguarda la punta, invece, il discorso è diverso poiché v’è la necessità di allargare ulteriormente la base delle ragazze che, in Italia, si dedicano a questa vogata, in maniera da avere atlete strutturalmente preparare e in grado di affrontare competizioni di alto livello al fianco delle nazioni leader di queste specialità. Tutte le barche presentate qui, e messe in acqua con solo otto donne, sono servite per capire la base da cui partire per formare, nei prossimi anni, equipaggi competitivi in grado di affrontare le eventuali qualificazioni olimpiche. Ragazze che hanno dato tutto quello che avevano preparandosi scrupolosamente su ogni specialità che andavano a fare.

 Voglio rimarcare, inoltre, che l’aver portato qui una squadra completa, ad eccezione del singolo senior, è stato fondamentale per consentire alle atlete di fare esperienza nel gotha del canottaggio mondiale. Tutte le ragazze, ne sono certo, hanno compreso il significato del concetto di alto livello e, quindi, potranno riportare la loro esperienza all’interno del movimento remiero nazionale nel quale, grazie ai risultati ottenuti a Chungju, sarà possibile creare quel volano positivo in grado di generare attenzione nei confronti del canottaggio femminile e, soprattutto, poter avere maggiori atlete da poter monitorare.

A otto mesi dal giorno in cui ho assunto questo nuovo incarico posso affermare, quindi, di essere orgoglioso del gruppo di atlete che ruotano all’interno del settore femminile, e questo partendo dalle junior, passando per le under 23 fino ad arrivare al settore assoluto. Per me è una grande occasione di crescita professionale, umana e tecnica, durante la quale potrò finalizzare il lavoro che ho sempre svolto nella promozione e sviluppo dell’attività giovanile. Oggi ho l’opportunità di individuare un’atleta, farla crescere con l’aiuto dei tecnici societari e portarla piano piano nel canottaggio di alto livello che può assicurare, al nostro canottaggio, la visibilità che merita sia a livello nazionale che a livello internazionale.

Concludo ringraziando i miei collaboratori, in maniera particolare Massimo Casula, per il lavoro e il supporto costante che mi hanno garantito nella gestione del settore. Sottolineo, infine, che il settore femminile è una parte fondamentale della squadra nazionale la quale comprende, nel suo complesso, tutte le varie specialità e categorie”.

Fonte canottaggio.org

francesco.drago@olimpiazzurra.com

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