Vuelta 2013: una volata perfetta per Matthews

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L’arte della volata è raffinata. Non è solo forza, velocità e potenza. È anche furbizia, capacità di leggere la corsa e di interpretarla in pochi millesimi di secondo, l’unica unità di tempo utile per reagire, quando si viaggia a 65 km/h. Oggi Michael Matthews ne ha dato un esempio perfetto.

L’arrivo a ranghi compatti del gruppo sembrava scontato sin dalla mattina, anche se i fuggitivi sono stati ripresi solo nella parte finale di gara, nella quinta tappa della Vuelta a España 2013. Questo inseguimento è costato molto all’Orica-GreenEDGE, che non ha potuto supportare al meglio il suo giovane velocista. Per fortuna della squadra australiana lui è perfettamente riuscito a giostrarsi tra le diverse ruote, trovandosi nella posizione migliore per lanciare il proprio sprint, alle spalle di Nikias Arndt, tedesco della Argos-Shimano. Nonostante la giovane età dello sprinter teutonico il team gli ha dato fiducia, prendendo in mano le redini della corsa a poco più di due chilometri dal traguardo, per pilotarlo fino alle ultime centinaia di metri.

Scaltro come una volpe, Matthews è riuscito a prendere la sua ruota, sicuro che i forti passisti davanti a lui potessero condurlo fino alle fasi finali in buona posizione. Così è stato, ma ovviamente il grosso del lavoro andava ancora fatto. In primis, il giovane canguro ha colto il momento perfetto per lanciarsi in progressione, prendendo subito la testa della gara a poco più di 200 metri dallo striscione dell’arrivo. Poi diventa tutto più facile: gli è bastato dare tutto. Niente più contatti, rischi, manubri a pochi millimetri l’uno dall’altro. Per vincere una volata, è essenziale prepararla bene. Senza questa particolare fase, la vittoria resta una chimera, un sogno. Che a volte, come oggi per Michael Matthews, si realizza.

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

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