Scherma, Mondiali Budapest 2013: la spada resta senza medaglie

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Nessuna medaglia per l’Italia nella seconda giornata di finali ai mondiali di scherma di Budapest 2013. In scena la spada maschile e femminile, con le prime delusioni che sono arrivate fin dalla mattina e un acuto sfiorato nel pomeriggio, subito prima della semifinali.

Ad andare più vicina di tutti al podio è stata Mara Navarria. Mamma di Samuele da quattro mesi, ma in condizione strepitosa. Mara ha superato i primi turni con facilità: 15-9 nei 64 alla lussemburghese Fautsch, 15-7 alla cinese Xu, 15-12 contro l’estone Kuusk. A fermare la corsa di mamma Mara ci ha pensato Anna Sivkova, russa, che ha preso da subito un buon margine prima di subire una rimonta fino al -2 e chiudere con l’ultima e decisiva stoccata sul 14-12. Una prova ottima per la Navarria, che per tutta la gara è apparsa la più in forma delle italiane, nonostante una stagione saltata completamente.

Si è fermata un turno prima, agli ottavi, l’avventura di Rossella Fiamingo, eliminata dall’estone Beljaeva col punteggio di 15-11 dopo aver battuto 12-7 la rumena Udrea e 15-10 la coreana Choi. La spadista siciliana non è quindi riuscita a regalarsi un quarto di finale che l’avrebbe vista opposto alla rumena Branza, campionessa europea, eliminata successivamente proprio dalla Beljaeva. Subito fuori Francesca Quondamcarlo e Bianca Del Carretto. La prima sconfitta 15-13 dalla rumena Pop, la seconda 15-14 dalla cinese Sun. Tanti rimpianti, in particolare per la schermitrice ligure che si allena al Giardino di Milano. La Del Carretto era infatti riuscita a rimontare uno svantaggio consistente, portandosi avanti, conducendo saldamente e arrivando poi fino al 14-12. Una sola stoccata da infilare, due di vantaggio sull’avversaria. Rimonta subita e poi, alla priorità, l’ultima fatale luce verde.

L’incapacità di gestire il vantaggio è costata cara anche a Paolo Pizzo e Matteo Tagliariol. Il campione del mondo uscente ha ceduto il titolo già nel turno dei 64, battuto dall’ungherese Geza Imre per 15-14, dopo essere stato sotto e poi in vantaggio 13-11. Prova e stagione maledetta per Pizzo (leggi le sue dichiarazioni), non aiutato dalla fortuna di un sorteggio che gli ha messo davanti, subito, un grande spadista, forse un po’ in fase calante, ma comunque spinto dal pubblico di casa. Matteo Tagliariol ha invece superato il turno dei 64, battendo Sokolovski 15-13, per poi fermarsi nei 32 contro il coreano Song. Un avversario ostico, che nel turno precedente aveva eliminato Daniel Jerent, francese argento ai recenti europei di Zagabria. Alla fine Matteo ha ceduto 15-14, dopo aver subito la rimonta dal 14-12. «Mi è mancata la fortuna», ha detto il campione olimpico di Pechino 2008 (leggi le sue dichiarazioni).

Migliore degli azzurri è stato Enrico Garozzo, il più giovane della pattuglia, fermato negli ottavi dall’estone Novosjolov col punteggio di 15-11. Un passivo troppo pesante per l’ottimo assalto tirato da Garozzo, che fino a pochi secondi dal termine era incollato all’avversario. «Mi dispiace, perché per la scherma che stavo tirando credevo di valere la finale», ha detto il siciliano, «lui però è forte forte. L’avevo battuto in stagione a Heidenheim, avevo preparato l’assalto allo stesso modo, ma lui ha preso le giuste contromisure. Ho fatto due errori, lui uno, e ho perso così».
Costretto a rimontare il doppio svantaggio sul 9-7, a una manciata di secondi dal termine, Garozzo ha incassato le ultime stoccate che hanno portato al risultato finale di 15-11.
Per lui, Tagliariol, Pizzo e Diego Confalonieri, la gran voglia di rivincita nella prova a squadre in programma domenica 11 agosto. Lo stesso giorno scenderanno in pedana anche le spadiste, anche loro con una medaglia da inseguire. Quella che poteva essere e non è stata nell’individuale.

gabriele.lippi@olimpiazzurra.com

Twitter: GabrieleLippi1

Foto di Augusto Bizzi

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