Scherma, Mondiali Budapest 2013: la regina ora ha la corona

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Deve ancora compiere 23 anni, eppure quello zero alla voce titoli mondiali cominciava a pesarle. Olga Kharlan si è tolta un macigno dalle scarpe a Budapest, e l’ha fatto al termine di una stagione in cui, una volta per tutte, ha mostrato tutto il suo valore mettendo in fila le avversarie, a partire dalla leggenda Mariel Zagunis.

Sì, perché il paragone è sempre stato quello. Da una parte Mariel, due titoli olimpici, due mondiali, due Coppe del Mondo in carriera. Dall’altra Olga, la ragazzina dai capelli biondi e dal viso d’angelo, che a Pechino, a 17 anni, fu capace di guidare le compagne di squadra a un oro olimpico insperato e inatteso. Bambina prodigio, predestinata, negli ultimi cinque anni ha dominato la scena continentale, con quattro titoli europei individuali, ma le era sempre sfuggito l’acuto mondiale.

Quest’anno si è messa in testa di fare le cose in grande. Dopo il bronzo di Londra che sapeva tanto di occasione sciupata, ha infilato tre vittorie in Coppa del Mondo, un europeo, un’Universiade, un Mondiale, la Coppa stessa. Imbattibile o quasi, in poche, pochissime sono riuscite a fermarla. Tra queste, ed è una enorme nota di merito, anche Irene Vecchi, che l’ha battuta a Londra nella semifinale della prima prova stagionale dopo averci perso ai quarti, nella stessa capitale inglese, durante le Olimpiadi.

Anche a Budapest, il 9 agosto, le ha messe tutte in riga. Da regina qual è ha vinto la sua finale in rimonta contro Ekaterina Dyachenko. Sempre da regina, qualche turno prima, aveva portato a scuola Alejandra Benitez, tra le più attese della gara e non necessariamente per motivi puramente schermistici. Un secco e netto 15-3, tanto per gradire, perché potrai essere pure ministro dello Sport in Venezuela, ma davanti a una regina ti devi sempre e comunque inchinare.

Mancava solo la corona a Olga, ora ha pure quella. Una amazzone senza cavallo, ma con una sciabola elegante e pesante al tempo stesso. Con quell’arma sa colpire e far male come dipingere capolavori in aria. La migliore al mondo, molto semplicemente. Ora lo dice pure il palmares.

gabriele.lippi@olimpiazzurra.com

Twitter: GabrieleLippi1 

Foto di Augusto Bizzi

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