Rugby, The Championship: è già spettacolo All Blacks

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Inizia il Four Nations ed è subito sinfonia nera, gli All Blacks si aggiudicano  una partita dove hanno messo in mostra qualche errore, ma anche la solita paurosa capacità di marcare punti.

Pronti via, e il cronometro si ferma al minuto 3: Aaron Cruden porta l’ovale in meta. Gli All Blacks sembrano voler mettere subito in chiaro le cose. Si prospetta una partita coi Neri a mettere pressione e ritmo insostenibile per i Canguri. Invece improvvisamente cambia lo scenario e la macchina perfetta neozelandese inizia a scricchiolare in concentrazione e disciplina. Il numero enorme di calci piazzati concessi porta così l’Australia a risucchiare punti fino al sorpasso del 12-10.

Nuovamente, come in un thriller, quando l’inerzia sembrava essere girata, il colpo di scena. Un Cruden desideroso di lasciare in panchina Sua Maestà Carter si trasforma in segugio e va ad azzannare un pallone mal liberato al piede per la sua doppietta personale. Tanto basta per far rialzare la testa a McCaw e compagni, e allora dopo pochi minuti l’attacco neozelandese decide di concedere una lezione grautuita di passamano orizzontale fino a che proprio Richie il capitano trova la meta alla bandiera.

Non ci sta però Will Genia, che probabilmente crede per un attimo di trovarsi a Mosca, e trasformatosi in Bolt, si esibisce in un elettrizzante coast-to-coast. Il primo tempo termina 25-19 per la Nuova Zelanda dopo un semplice calcio di Cruden.

Nella ripresa passano 10 minuti fino a che Aaron Smith non trova un pertugio nella guardia in maglia gialla per l’ulteriore vantaggio (32-22). Qualche minuto dopo è un altro Smith, Ben, che mette il suo nome a referto.  Gli ultimi venti minuti sono un pro memoria delle capacità di gestione del gioco neozelandese, del coraggio del guerriero McCaw che si esibisce in un paio di giocate da manuale e della rapacità di Ben Smith che schiaccia ulteriormente l’ovale in meta. Allo scadere i Wallabies trovano la forza di mandare in meta O’Connor per un 30-47 finale che castiga un’Australia che dovrà ripartire in salita nel torneo.

Nel pomeriggio lo spettacolo del rugby dell’emisfero sud continua alle 17 con Sud Africa – Argentina.

 

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