Philippe Gilbert e la maglia maledetta

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Quella maglia è il sogno di una vita: i colori dell’iride, i colori da campione del mondo rappresentano l’obiettivo di ogni corridore, di ogni carriera. Ma quella maglia può diventare anche una prigione: è il caso di Philippe Gilbert.

Lui, abituato a vincere e a stravincere (una Liegi, due Lombardia, una Freccia, giusto per citare una minima parte del suo palmarès), da quel magico giorno di Valkenburg non ha più vinto. Ci ha provato in mille modi, nelle amate classiche del Nord, alla Parigi-Nizza, al Giro di Svizzera, al Tour de France, al campionato nazionale: ci ha provato oggi, mostrando perlomeno una condizione atletica molto interessante, nella settima tappa della Vuelta a España, venendo poi beffato da Zdenek Stybar, una piacevole rivelazione degli ultimi mesi di corse dopo una vita a dominare nel ciclocross. Non è abituato a perdere quest’orgoglioso vallone; per quanto sia stato indubbiamente condizionato anche da qualche problema fisico, sicuramente non avrebbe mai pensato di arrivare a fine agosto ancora a secco di vittorie.

Certo, anche l’anno scorso Gilbert si sbloccò proprio alla Vuelta prima di volare verso l’iride: ma deve sbloccarsi, appunto, perché arrivare a Firenze con zero vittorie stagionali potrebbe costituire un surplus di pressione davvero difficile da gestire.

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foto tratta da vavel.com

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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One thought on “Philippe Gilbert e la maglia maledetta”

  1. Luca46 scrive:

    A mio avviso Gilbert è uscito dal lotto dei possibili vincitori, puo’ essere considerato tra le sorprese, nonostante il suo enrme valore. Certo che quanto a maglia maledetta a Ballan non è che sia andata meglio.

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