Mosca 2013: Trost settima. Shkolina Mondiale, Chicherova ko

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Alessia Trost non riesce nell’impresa a Mosca, ma conferma una cosa: questa è una grandissima atleta che diventerà qualcuna in un futuro molto prossimo. Il settimo posto nel salto in alto ai Mondiali di atletica leggera parla da sé: non sarà la medaglia che tutti sognavano (ma che non ci aspettavamo, siamo onesti), ma è la giusta espressione del suo livello attuale e delle sue immense potenzialità. Il suo momento arriverà tra due anni, alla prossima rassegna iridata, quando poi guarderà da vicino le Olimpiadi di Rio de Janeiro.

 

La friulana si mangia 1.89 e 1.93, mostrando una grande convinzione sia tecnica che soprattutto emotiva, il grande blocco che poteva creare scherzi. Alessia dimostra di poter tenere benissimo il palcoscenico importante, riuscendo in un upgrade di rilievo dopo le delusioni degli Euroindoor e del Golden Gala e che le servirà sicuramente nel prossimo futuro.

A quel punto l’esame con l’asticella a 1.97 (progressione ammazza gambe, ma chi l’ha scritta?). Come immaginavano, superare questa misura alla prima prova si è rivelato da medaglia.

La Trost sbaglia la prima prova toccando col tallone, il secondo è un errore netto. Ma a quel punto capisce che, indietreggiando di un passo la pre-rincorsa, può approcciarsi meglio all’asticella e riuscire nel numero. Il terzo tentativo è eccezionale, va sopra di tantissimo ma commette un errore stupido: il solito richiamo dei talloni non riesce, sfiora l’asticella, cade e addio sogni di gloria.

 

In sei riescono a superare la quota: la polacca Kasprzycka (personale) all’ultimo assalto, la svedese Green-Tregaro al secondo. Per loro non c’è il podio. Ma il bronzo arriva per la veterana delle pedane Ruth Beitia (mai doma) alla prima medaglia importante all’aperto (Europei esclusi), insieme a una deludente Anna Chicherova. La campionessa olimpica non riesce a mangiarsi i 2 metri, misura semplice per una grande come lei e non riesce a regalare una gioia al suo stadio.

 

Ma a sorprendere ci pensa l’altra russa Svetlana Shkolina che conquista un titolo meraviglioso e ritorna sul podio dopo il bronzo di Londra 2012. La 27enne riesce a superare 2.03 addirittura al primo tentativo (ottima fattura, eguagliato il personale), proprio mentre la 4×400 russa riusciva a conquistare l’oro battendo gli Stati Uniti d’America. Una doppietta contemporanea come si addice a un grande Paese. Svetlana ha provato anche un tentativo a 2.05, giusto per lo spettacolo, ma ormai la concentrazione se ne era svanita.

Brigetta Barrett si deve mordere le mani per tre errori netti a 2.03, non rispondenti alla sua immensa potenza, e si deve accontentare dell’argento dopo che aveva dominato la stagione con un vertiginoso 2.04.

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