Mosca 2013: Cara Alessia, regalaci una medaglia!

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Cara Alessia Trost,

tra poche ore (alle 16.00 italiane) sarai in pedana per la finale mondiale del salto in alto. Il tuo primo grande appuntamento tra le big dopo le vibrazioni del Golden Gala e l’assaggino dell’Euroindoor.

Tutta Italia aspetta una tua prodezza. Su di te, sulle tue giovani e forti spalle, c’è il peso di tutta l’atletica leggera italiana. Non può bastare l’argento di Valeria Straneo per salvare questa spedizione azzurra, fin qui molto deludente e con tante, troppe ombre.

Mamma Vale ci ha messo una pezza immensa, ma è dai tuoi freschi vent’anni che vogliamo un’impresa. Ti chiediamo a gran voce: una medaglia!

Sarà una missione difficilissima, in una tonnara dove le pescione Chicherova e Barrett saranno imprendibili (salvo cataclismi) e dove ci saranno vecchi squali, sempre pronti ad azzannare l’asticella come se fosse una preda squisita.

 

Ale, serve una magia delle tue. Serve tutta la tecnica che possiedi, che ci hai mostrato in tutti questi anni, che hai recuperato dopo un black out primaverile. Servono i tuoi appoggi, serve il tuo approccio all’asticella, servono i tuoi passi, serve il tuo stacco.

Ale, serve intelligenza tattica. Quella che non ti è mai mancata e che ti ha sempre contraddistinta in tutte queste stagioni sempre al vertice delle categorie giovanili.

Ale, serve non emozionarsi. Sei al cospetto dell’elité della disciplina, ma non devi temere nessuna. Tu hai meritato con pieno diritto di essere qui! Non cadere nel vortice come a Goteborg o all’Olimpico. Fai quello che sai fare, come se lo stadio fosse vuoto (non siamo poi lontani dal vero…) e come se non fossi in mondivisione.

Ale, rimani calma. Ale, usa la tua testa. Ale, usa il tuo cuore. Quello che servirà buttare oltre l’ostacolo per salire su un podio storico e favoloso.

 

Campionessa del Mondo tra le allieve, Campionessa del Mondo tra le juniores, Campionessa Europea tra le Under 23. Ti manca solo il bersaglio grosso. Che non arriverà (salvo miracoli che speriamo) oggi pomeriggio, ma sarà il momento giusto per iniziare ad assaggiare il profumino del podio iridato.

Avrai due strade per salirci. O un percorso netto fino a 1.97 e sperare in errori delle avversarie; oppure inventarti il miracolo e scavalcare ancora una volta la fatidica barriera dei 2 metri (e qui la medaglia sarebbe praticamente certa). Hai tutto nelle tue gambe: la prima scorciatoia ti è già riuscita a Tampere tre settimane fa, la seconda è la via delle grandi e ti ha già spedito nella storia a febbraio quando a Trinec diventasti la terza italiana di sempre ad andare oltre il muro.

 

Cara Alessia,

facci sognare perché puoi farlo. Perché ci hai sempre fatto emozionare. Perché ti presenti qui con la prima prestazione mondiale stagionale al coperto e la quinta all’aperto. Perché puoi battere le tue avversarie: saranno due cagnacci eterni ma la svedese Tregaro, la spagnola Beitia e la russa Gordeeva non hanno nulla al momento più di te. Così come la giovane russa Shkolina che ben conosci e la polacca Kasprzycka.

Ci farai divertire, ne siamo certi. Uno Stivale intero spera che la tua scarpetta vada su il più possibile. Ben consapevole che, se non dovesse succedere, nessuno dovrà criticarci!

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