Ginnastica, “Beautiful Russia”: la seconda puntata della nostra soap

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Dopo il grande successo della prima puntata (cliccate qui per leggerla), torna su Olimpiazzurra “Beautiful Russia”.

La nostra soap opera satirica tutta fantasia e risate, totalmente inventata nelle situazioni, nei modi e negli esilaranti dialoghi (e che vuole solo far divertire senza prendere in giro i diretti interessati), ma con uno sfondo di verità che si riallaccia ad alcuni noti episodi dell’ultimo anno e mezzo che riguardano il Team Nazionale russo di ginnastica artistica.

 

–  SECONDA PUNTATA –

 

PROTAGONISTI PRINCIPALI:

Valentina Rodionenko. Anziana signora, un po’ bisbetica, con il ruolo di coordinatrice della nazionale femminile russa. Sono note le sue previsioni che, alla resa dei conti, si rivelano sempre errate e contrapposte. Gira voce che alcuni l’abbiano soprannominata la Iettatrice: quando fa un commento positivo su una ginnasta, l’atleta puntualmente sbaglia (o le succede qualcosa).

Andrei Rodionenko. Marito di Valentina. A quanto pare è lei a portare i calzoni in famiglia (si scherza naturalmente…)

Alexander Alexandrov. Ex allenatore russo. Ha allenato campionesse olimpiche, mondiali ed europee. Riuscì a portare la Russia al suo primo oro iridato e pare che sia amato da tutte le ginnaste.

Aliya Mustafina. Intrepida ginnasta dallo sguardo penetrante. Campionessa Mondiale, Campionessa Europea, Campionessa Universitaria, bronzo Olimpico. C’è da stare attenti quando lei è nei paraggi. Potrebbe polverizzarti con gli occhi. Le parallele sono la sua forza.

Viktoria Komova. La migliore ginnasta della squadra (per alcuni). Soprannominata “Forever Silver” a causa del suo posto fisso sul secondo gradino del podio. Famosa anche per i suoi pianti d’argento. Sembra essere la cocca della Rodionenko.

Anastasia Grishina. Timida ed elegante ginnasta. È amata dai fans per la sua umiltà e dolcezza. Ma, dagli ultimi sviluppi, alcuni piani alti la vedono come una capricciosa ragazza con atteggiamenti altezzosi da VIP.

Maria Paseka. La vaulter della squadra. Famosa per i suoi Amanar disastrosi. Ma nonostante questo, pare la Rodionenko abbia un’adorazione per lei.

Ksenia Afanaseva. La veterana del team. La sua lunga esperienza nella Nazionale le ha insegnato a prendere il suo lavoro con serietà e che “chi pensa ai fatti propri campa cent’anni”.

 

 

Gli Europei di Mosca sono alle porte. Il team è già stato annunciato: Mustafina, Grishina, Paseka e Afanaseva. Come al solito in casa Rodionenko l’agitazione è nell’aria.

Andrei sorseggia una calda bevanda cucinata amorevolmente dalla moglie. «Puaaaah. Ma cosa è questa brodaglia?»

«Il tuo solito tè» rispose Valentina.

«E nel tè ci va il sale?».

«Diamine! Devo aver commesso un terribile errore».

«Devi? Hai!», replicò il marito infuriato.

 

«Scusa Andrei, lo sai che in questo periodo non ci sto più con la testa» affermò la signora.

«Ancora per quel fatto del codice

«Si. Sai, sono preoccupata per le nostre ginnaste. Ogni quadriennio sembra che la facciano apposta a mettere a punto un codice che possa danneggiarci. Siamo circondati da Pro-americani. Sono ormai ovunque».

«Dai Valentina dovresti essere contenta che ora l’Amanar sia stato declassato. Così le americane non avranno poi tutto questo vantaggio. Poi alla trave ci è andata di lusso. Le nostre eleganti ginnaste saranno favorite nei nuovi esercizi ricchi di artisticità. Vedrai che con queste regole non vedremo più le americane sul podio olimpico a trave» disse convinto il saggio Andrei.

«Hai completamente ragione – rispose Valentina – ma non sono completamente soddisfatta. Sai che chi ha scritto il codice ha detto che al corpo libero vengono premiate le ginnaste che saranno precise negli arrivi e che hanno una bella forma degli elementi. Ma siamo pazzi? Devo ASSOLUTAMENTE mandargli una lettera per spiegargli come stanno le cose».

«E come stanno le cose?» chiese il marito.

«Un esercizio al corpo libero non è fatto di elementi ben eseguiti e di atterraggi perfetti – filosofeggiò l’allenatrice. Un esercizio al corpo libero è fatto di armonia nei movimenti, punte ben tese e sorriso. La cosa principale è il sorriso (queste sono dichiarazioni vere, ndr). Dovrebbero dare dei bonus a chi sorride. Stanno sempre a lamentarsi del corpo libero di Aliya a causa dei suoi avvitamenti fatti male. E va beh, che sarà mai un avvitamento un po’ incrociato. I suoi twist non saranno perfetti, ma almeno è elegante, delicata e non come certi elefanti con il body a stelle e strisce».

 

«Senti Vale, lascia stare – cercò di convincerla il marito. Ormai è fatta, tu non puoi cambiare le cose. Preoccupati piuttosto degli Europei che stanno arrivando».

«Sono preoccupata anche per quelli. Con Vika out a causa della sua schiena, le nostre medaglie saranno dimezzate. Certo, le risorse non ci mancano, ma Viktoria è Viktoria».

«Abbiamo la Mustafina!» affermò convinto Andrei.

«Si Aliya. Lasciamo perdere! Sai cosa ha detto ieri? Che punta a diventare campionessa europea. Ma sentila! Che arroganza. E poi a dirla tutta non mi va ancora giù il fatto che abbiano deciso di portare la Grishina al posto di Evgeniya. La Grishina non ha alcuna chance di medaglia».

«Ma di la verità che non la vuoi in squadra perché non sopporti la madre», disse Andrei pizzicandola sul suo punto debole.

«Quella Gal(l)ina! Si intromette in tutto. Non è ammissibile che una ginnasta si alleni da sola e non con le altre della nazionale. Avrebbero dovuto espellerla quando gliel’ho detto io. Menomale che sono riusciti a convincerli nel tenere fuori la Dementeva…

«Se potessi decidere tutto tu saremmo inguaiati, Valentina» la punzecchiò l’amato marito. I due vanno a letto.

 

EUROPEI 2013:

Tutto andò secondo il pronostico della Rodionenko. Cioè, sbagliò quasi tutto. La Mustafina ovviamente vinse il titolo di campionessa europea con una rimonta pazzesca all’ultima rotazione, già entrata nella storia della ginnastica artistica. E non solo. Vinse anche l’oro a parallele, nonostante avesse portato difficoltà decisamente più basse rispetto alle Olimpiadi. Anche se c’è chi continua a ribadire (Rodionenko) che ha portato lo stesso programma delle Olimpiadi.

Ksenia vinse al corpo libero come da programma. La dolce Anastasia Grishina invece, vinse il bronzo individuale e a trave alla faccia di qualcuno. La Paseka? Beh la Paseka neanche a farlo apposta cadde al volteggio, ma sorprese tutti con un esercizio a parallele da bronzo.

 

EUROPEI 2013: NEGLI SPOGLIATORI DELL’OLYMPISKIY…

Aliya Mustafina guarda fiera i suoi due cimeli d’oro che stringe tra le mani pensando a quale peluche di stoffa farli indossare per poi pubblicarli su Twitter. Si guarda allo specchio e sorride.

Prende il cellulare dalla tasca e compone un numero.

«Ciao, hai saputo? Alla fine è andata proprio come avevi detto tu…Un po’ me lo aspettavo. Voglio dire, la concorrenza era bassissima è stato un gioco da ragazzi – disse ridendo. Avresti dovuto vedere la faccia della Rodionenko – continuando a ridere. Mandami una cartolina dal Brasile. Ciao Alexander, a presto».

 

CASA KOMOVA.

«Vika, dai mangia».

«No mamma, non ho fame». Viktoria si alza di scatto dalla sedia e corre in camera sua. Accende la TV. Un giornalista intervista Aliya. Viktoria prende il primo oggetto che le capita per le mani e lo lancia contro la televisione.

Prende il cellulare e manda un sms: «Sarei dovuta andare io in quel notiziario» scrive. Scorre i numeri tra la rubrica e clicca su Valentina.

Pochi minuti e arriva la risposta. «Lo so, tesoro».

 

Ester Vicentelli

(per la foto grazie a My Crazy World of Graphics)

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