Ciclismo: la Euskaltel Euskadi saluta a fine stagione

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Quelle maglie arancioni erano sempre davanti quando si saliva sulle montagne, sui Pirenei in modo particolare. Ad uno scatto di Iban Mayo, di Haimar Zubeldia o di Roberto Laiseka corrispondevano le grida di giubilo delle migliaia di baschi presenti in ciascuna delle tappe più impegnative dei grandi giri; Euskaltel Euskadi era più di una squadra di ciclismo. Era la nazionale basca (Euskadi, in basco, significa proprio Paesi Baschi), l’orgoglio di un popolo montanaro e testardo, combattivo e grintoso.

Uno scarno comunicato, tuttavia, annuncia la fine di questa avventura: “Euskaltel Euskadi non può continuare. L’ingresso di un secondo sponsor, necessario per garantire la sostenibilità del gruppo, non si è concretizzato ed il progetto quindi troverà la sua conclusione a fine 2013. Oggi è un giorno triste per Euskaltel, per la squadra, per gli sponsor attuali, per i tifosi e per tutti coloro che hanno sostenuto il progetto“. La compagnia telefonica prosegue poi, nell’annunciare il proprio addio, con le seguenti parole: “Euskaltel quest’anno ha raddoppiato il suo sforzo economico per supplire alla mancanza di un secondo sponsor ma non può continuare a farlo e si vede così costretta ad uscire dal mondo del ciclismo nel quale era entrata nel 1997 e per il quale ha investito negli anni oltre 45 milioni di euro e generato un indotto importante per tutta la regione basca. Una regione che oggi perde molto di più che una semplice squadra“.

A dicembre, dunque, resteranno svincolati una trentina di atleti, tra cui il campione olimpico di Pechino 2008 Samuel Sánchez ed esperti scalatori come Igor Antón e Mikel Nieve. L’ormai imminente Vuelta a España sarà l’ultima, grande passerella per questo gruppo che ha scritto pagine importanti della recente storia del ciclismo e che ora ne testimonia una sempre più profonda crisi.

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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