Calcio: Argentina superiore, l’Italia si arrende 2-1

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Argentina superiore, l’Italia si deve arrendere. A Roma, nell’amichevole di Ferragosto in onore di Papa Francesco I senza Lionel Messi e Mario Balotelli, il risultato finale è di 2-1 per Higuain e compagni.

Prandelli vara il 4-3-2-1 testato in Confederations Cup con Giaccherini e Candreva alle spalle di Osvaldo, mentre la Seleccion di Alejando Sabella si dispone con un 4-4-2 molto offensivo e ricco di giocatori che militano in Serie A. In avvio il calcio d’agosto sembra solo un’etichetta: i ritmi sono alti da entrambe le parti e fioccano le occasioni pericolose, con De Rossi schierato nell’insolita posizione di centrale difensivo a fare buona guardia insieme a Chiellini. A farsi preferire, per intensità e qualità del gioco, è tuttavia l’Argentina, che al 20’ passa in vantaggio grazie a Gonzalo Higuain. Il neo attaccante del Napoli è abilissimo ad approfittare di un pallone perso da Verratti e De Rossi in fase di disimpegno e fulmina Buffon con un destro potente e preciso.

L’Italia prova a reagire, ma con scarsi risultati. I trequartisti perdono troppi palloni e Osvaldo non è quasi mai ben servito. A centrocampo prova ad inventare qualcosa Montolivo, ma il rossonero da solo non basta ad impensierire Andujar. Al 39’ Marchisio, in equilibrio precario, sciupa da pochi metri la palla del possibile pareggio. Si va dunque al riposo con i sudamericani in vantaggio per 1-0: gli azzurri, dopo una partenza lenta, sembrano dimostrare il carattere necessario per ribaltare le sorti del match. Ma sarà solo un’illusione.

Al 46’ escono Marchisio, Montolivo e Candreva: al loro posto Aquilani, Insigne e Florenzi. Entra anche Banega, che due minuti dopo raddoppia in contropiede con un destro all’angolino dal limite dell’area. Prandelli continua gli esperimenti: dentro anche Diamanti (per Giaccherini) e Marchetti (per Buffon), ma le conclusioni italiane latitano. Anzi, ci vuole un grande Marchetti per evitare ad Higuain la doppietta personale, per un’Argentina padrona del campo e pericolosissima nelle ripartenze. Al 67′, direttamente su punizione, Diamanti prova a svegliare i compagni ma il pallone sbatte sulla traversa, fotografia di una serata anche sfortunata per i colori azzurri.

Al 73′ c’è spazio anche per Cerci che subentra a Maggio, e come un lampo nel buio al 75′ Insigne accorcia le distanze con uno splendido destro a giro da fuori area. Trascinati dal folletto napoletano, i ragazzi di Prandelli si scoprono ai contropiedi argentini e serve ancora un super Marchetti per negare il gol a Di Maria al termine di uno slalom da applausi. La volontà di rimontare c’è, ma purtroppo manca la concretezza e dopo quattro minuti di recupero l’arbitro decreta la fine delle ostilità. L’Italia che piace solo nelle parti finali delle partite, come spesso avviene nelle amichevoli di lusso, ha ancora bisogno di crescere sulla strada che porta al Brasile.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Emiliano Lasalvia/LatinContent/Getty Images

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