Atletica, Mondiali -3: i grandi duelli/1. Ragazzi, che velocità!

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Tre giorni ai Mondiali di atletica leggera. Come in tutte le rassegne iridate che si rispettino ci saranno scintillanti duelli tra grandissimi campioni (o campionesse) che si giocheranno la vittoria fino all’ultimo.

Iniziamo dalla velocità: 100m, 200m, 400m sia al maschile che al femminile. Chi saranno gli atleti che lotteranno fino all’ultimo sangue?

 

100m (maschile). BOLT VS. TUTTI. Dovrebbe essere un assolo di Bolt che va in cerca del suo secondo titolo mondiale (dopo l’oro di Berlino 2009 e la partenza falsa di due anni fa). Il giamaicano, bicampione olimpico, si presenta come capolista con il suo 9.85, ma dovrà comunque correre al meglio perché accanto a sé avrà l’insidiosissimo Justin Gatlin (9.89)che lo ha già battuto al Golden Gala. Un nuovo sgambetto sembra improbabile, ma mai dire mai. Nesta Carter è sempre una mina vagante mentre gli altri giamaicani Bailey-Cole e Ashmeade non dovrebbero incutere timore; stesso discorso per i pur bravi Dasaolu e Vicaut scesi in stagione a 9.91 e 9.95 e per gli statunitensi Rodgers e Silmon.

 

200m (maschile). BOLT VS. NESSUNO. Qui il duello non sussiste. Bolt vs. Bolt. Il Fulmine è il favorito numero uno, si presenta con un comodo (per lui) 19.73 e non ha nemmeno un rivale a tutti gli effetti. Usain potrebbe cercare un’altra storica doppietta 100-200 dopo quella di Berlino (con tanto di record mondiale), da collezionare insieme a quelle olimpiche di Pechino e Londra.

 

400m (maschile). JAMES VS. MERRITT. Assisteremo a uno dei più bei testa a testa di tutta la rassegna iridata: Kirani James contro LaShawn Merritt. Il grenadino (43.96 nel 2013), primo uomo non statunitense a scendere sotto i 44’’ (alle Olimpiadi, 43.94), è carichissimo e in questi mesi ha davvero dimostrato di che pasta è fatta: ha ronzato varie volte attorno al suo personale e il suo giro della morte potrebbe fare male al grande rivale. L’americano, però, è tornato alla grandissima, praticamente sugli stessi livelli di quando era al top (è accreditato di 44.09), e si presenta nella capitale russa per giocarsela fino in fondo.

 

100m (femminile). LE MAGNIFICHE SETTE. Questa sarà una delle finali più combattute e incerte di questi Mondiali. Shelly-Ann Fraser-Pryce si presenta un filo avvantaggiata (10.77), ma dovrà sudare davvero sette camicie se vorrà laurearsi Campionessa. Non si sa ancora se Carmelita Jeter, vincitrice a Daegu 2011, si presenterà ai blocchi di partenza: degli acciacchi fisici minano il suo start. L’avversaria numero uno, però, sembra essere la sorprendente Okagbare (10.79), nigeriana esplosa negli ultimi mesi e col botto del record africano conquistato a Londra. Le statunitensi Anderson, Ferrman e Gardner, la trinidegna Baptiste e l’ivoriana Ahoure sono gli altri incomodi.

 

200m (femminile). TRIELLO. Allyson Felix teme tantissimo la sua bestia nera Fraser-Pryce (numero 1 con 22.13) ma in realtà deve tenere particolarmente d’occhio la connazionale Kimberlyn Duncan, peperina miglioratasi tantissimo e che potrebbe giocare un bel scherzetto. Presente anche la Okagbare, ma con meno velleità rispetto alla distanza regina.

 

400m (femminile). MONTSHO, MONTSHO, MONTSHO. Non ci sarà davvero storia: la campionessa uscente è davvero troppo forte sul giro della morte, lo ha dimostrato durante tutto l’arco della stagiona ed è nettamente una spanna sopra a tutte. Forse uno degli ori più scontati. Anche se potrebbe succedere quanto capitò a Londra… Amantle ha davvero esagerato con la Diamond League.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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