Una molle Italia scappa, la grinta di Haiti la rimonta: 2-2 e figuraccia a Rio

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La partita di Praga qualche agitazione l’aveva destata; l’incredibile rimonta subita nei 7′ finali da Haiti, ora, lancia il definitivo allarme. L’Italia di Cesare Prandelli è a tratti imbarazzante nell’amichevole organizzata a scopo benefico a Rio de Janeiro e, dopo essersi issata a fatica sul 2-0, deve subire il ritorno dei caraibici, che agguanta il pareggio all’ultimo respiro, per uno dei risultati più clamorosi della storia recente della nazionale azzurra.

Eppure, i primi 19 secondi sembravano preannunciare una serata tranquilla all’Estádio São Januário
: un cross un po’ velleitario di Candreva, imbeccato da Diamanti lungo la sinistra, trova il tempestivo inserimento di Emanuele Giaccherini, che può realizzare il gol più veloce della storia della nazionale (record precedente di Salvatore Bagni con 20”). Fa girare palla il centrocampo di Prandelli, senza affanni ma nemmeno senza troppa verve. Molto cercate le due ali, con Candreva più propositivo di Cerci: il laziale ci prova due volte da fuori, al 10′ (para Montrevil) e al 16′ (largo). Haiti, per forza di cose, si vede poco e il primo lampo arriva solo al 22′, con Maurice che impegna Sirigu dalla distanza. I caraibici, guidati da un vivace Saint Preux, cercano di scalfire la difesa italica, ma è capitan Gilardino prima (la sua deviazione trova il palo) e una gran punizione di Diamanti poi a sfiorare il raddoppio sul finire del tempo.

Chi si attendeva un altro inizio lampo dell’Italia rimane deluso, perché sono gli haitiani a mettere in apprensione il neo-entrato Marchetti, in particolare con la velocità di Maurice e con una zuccata di La France. Entrano Balotelli, El Shaarawy e Montolivo, ma la nazionale non vuole saperne di decollare; i ritmi sono blandi, condizione che favorisce Haiti e la dinamicità di uno scatenato Maurice. Al 62′ entra Marchisio e lo juventino, pochi secondi dopo, lascia subito il segno con il tap-in del 2-0 dopo una pregevole azione di Balotelli. Ma è un lampo, perché Haiti non si scoraggia e al 83′ è ancora Maurice protagonista e Astori è costretto al fallo da rigore, che Saurel trasforma. Sembrerebbe il classico gol della bandiera, ma non è così: l’odore dell’impresa è sempre più intenso per i caraibici e al 92′, in pieno recupero, Haiti completa la rimonta: è Peguero a firmare lo storico gol del 2-2, punendo una distratta difesa e un’Italia a tratti inguardabile, su cui Prandelli dovrà lavorare ancora molto. Perché prestazioni del genere, nella Confederations, non saranno ammesse.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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